Napoli Film Festival: chiude la XIV edizione il docufilm su Avitabile


Cala il sipario sul Napoli Film Festival, manifestazione cinematografica ospitata dalla città partenopea, giunta alla sua XIV edizione. A chiudere l’evento, svoltosi dal 24 settembre al 3 ottobre, quest’anno c’è stata  la proiezione in anteprima del docufilm Enzo Avitabile Music Life, incentrato sulla vita e la carriera del musicista napoletano Enzo Avitabile, diretto dal premio oscar Jonathan Demme e prodotto dal direttore del Napoli Film Festival Davide Azzolini per la Dazzle Communication, in collaborazione con Rai Cinema e Banco di Napoli.

Il festival si propone, di anno in anno, di portare nella cornice della città di Napoli un pezzo di cinema d’autore, ora classico, ora emergente, promuovendo, come in fondo ogni festival si propone di fare,  i giovani cineasti indipendenti, le nuove leve della settima arte, dando loro voce e visibilità. Lo sforzo primario è quello di inserirsi nel più ampio circuito delle manifestazioni cinematografiche, dando al contempo risalto ad una città problematica e ricca di contrasti nel suo rapporto con l’arte e la cultura. Tante le iniziative, dalle retrospettive dedicate a Truffaut, passando per le lezioni agli studenti universitari, fino alle sezioni speciali , agli incontri ravvicinati con autori, attori, personalità di rilievo del mondo cinematografico.  Ma si  tratta anche di un’occasione mondana, per la “Napoli bene” che affolla le sale del Castel Sant’Elmo, le stanze del Pan, facendo sfoggio, nella stessa misura, di cultura e vestiario adeguato, finendo per spostare un po’ in secondo piano quello che è il fulcro dell’evento: il cinema.

Una città che quindi si fa casa del buon cinema per una settimana, ma che al contempo non fa a meno delle contraddizioni che la caratterizzano, almeno nella serata di chiusura. La proiezione del docufilm su Avitabile è infatti  prevista per le 21 e 30, ma a causa di un’affluenza non calcolata, a detta degli organizzatori, gran parte delle persone è invitata ad acquistare il biglietto per un’improvvisata replica delle 23. Morale della favola un’ora e mezza di attesa senza preavviso e diffusi malumori. Attesa però ripagata da un documentario che, con la mano magistrale di Demme, dispiega un talento incedibile, un’umanità ricca e tiene occhi ed orecchie incollati allo schermo per un’ora e mezza circa. Demme ci trasporta nella musica, nei luoghi e nella vita del musicista, con un taglio registico semplice e incisivo, pedinando l’artista, scavando a fondo nella sua anima e riportando tutto ciò sullo schermo. Ci fa entrare nella sua casa, ci fa ascoltare le storie di amici e familiari, alternando momenti di quotidianità e vita vissuta a session musicali con artisti internazionali con i quali Avitabile ha collaborato. A parlare sono gi occhi dell’artista, la sua voce, la sua musica. Il film termina con l’esecuzione di un brano tratto dall’ultimo cd di Avitabile, Black Tarantella, lascia il pubblico soddisfatto e fa sperare in un impegno sempre maggiore da parte degli “addetti ai lavori” della cultura verso la nostra città.