Padova: bambino portato via dalla polizia (VIDEO)

PADOVA, BAMBINO PORTATO VIA – Il video shock è stato trasmesso durante la puntata di ‘Chi l’ha visto?‘ di ieri sera, il programma di Rai 3 condotto dalla giornalista Federica Sciarelli. Quello che è accaduto è  molto grave e le immagini mostrano un bambino di 10 anni prelevato lunedì mattina da una scuola, nel padovano, per compiere l’esecuzione di una ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia che hanno deciso che la patria potestà del minore debba andare solo al padre.

IL VIDEO – Dura circa un minuto è mezzo, si vede una donna che urla e corre verso un gruppo di persone mentre il ragazzino viene sollevato e trascinato da un uomo che lo tiene per le spalle e un altro che lo stringe per le caviglie, fino a caricarlo in un’auto. Il ragazzino strattonato chiede aiuto alla zia la quale urla disperata che i bambini non si portano via in questo modo, ai bambini si parla. Il ragazzino si rivolge ancora alla zia, non respira, ma quegli agenti in borghese sembrano non aver nemmeno udito la voce disperata del bambino. La  donna poi chiede spiegazioni sulla vicenda all’ispettrice di polizia, rimasta intanto sul luogo mentre la macchina col bambino a bordo si allontanava, dichiarando: “Io non sono tenuta a dare spiegazioni, sono un ispettore di polizia e lei non è nessuno‘ rivolgendosi alla zia.

Un altro bambino che porterà dentro di se, e per sempre, le ferite e il ricordo di un brutto giorno in cui le autorità hanno deciso di agire senza delicatezza. E questo modo di fare ha suscitato non poche polemiche. Schifani: «Polizia chiarisca subito. I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l’accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti», mentre Manganelli, il Capo della Polizia, dispone un’inchiesta interna. Fini: «Il governo riferisca quanto prima». La Questura dal suo canto riferisce che il filmato trasmesso è parziale, era presente anche il padre, quello integrale è stato trasmesso all’Autorità Giudiziaria per l’attività di competenza. Invece l’Unicef denuncia la violazione dei diritti del bambino e il Dipartimento per la Giustizia Minorile, come dichiarato all’Adnkronos, dice che si tratta di una «eccezione, il sistema funziona».

IL PADRE: ‘Ho salvato mio figlio, è sereno‘ – Sembra che il bambino durante gli anni di separazione dei genitori non sia riuscito mai a vedere il padre, se non poche volte. La madre del ragazzino di 10 anni insieme alla famiglia pare abbiano impedito o in qualche modo ostruito la frequentazione del ragazzino con il padre e per questo la corte d’appello di Venezia: «ha emesso un provvedimento grave che ha portato alla decisione di far decadere la patria potestà della madre e il motivo di ciò è consistito nell’aver attuato un ostruzionismo strenuo che ha impedito la frequentazione tra me e io mio figlio. Per cui, di fatto, – sottolinea il padre – il bambino non l’ho più visto. Anche perché il comportamento della madre e dei suoi familiari ha cagionato al bambino una psicopatologia secondo la quale mio figlio è esposto ad un rischio altissimo di patire dei disturbi mentali nel corso dell’evoluzione».

Tuttavia prima di arrivare a tanto sono stati emanati altri quattro provvedimenti giudiziari, quindi le decisioni prese sono state «ponderate e approfondite ed avanzate tutte le possibilità per convincere la madre del piccolo a cambiare atteggiamento, di seguire dei percorsi meno incisivi di quello finale ma sono andati sempre falliti». «Il bambino – ribadisce il padre – necessità di un sostegni di psicoterapeuti qualificati e finora non è stato possibile». Il figlio, continua il padre, avrebbe un «Condizionamento che lo porta ad avere comportamenti che non sono autentici. Non bisogna fermarsi al dato formale e apparente del bambino che fa resistenza, come si è visto ieri a scuola, perchè il bambino quando si comporta così è vittima del condizionamento». Il legale dell’uomo, invece, conclude con una riflessione circa la posizione dei padri in Italia: «E’ nota. Sono vittime di una giustizia incommensurabile ed è sicuramente una cosa che andrebbe radicalmente risolta. Sicuramente ci sono problemi di carattere legislativo, problemi anche di mentalità che si riscontrano talvolta nelle stesse istituzioni che operano. Ci deve essere un cambio di mentalità anche nella pubblica opinione. E io credo – ha affermato – che in questo momento i diritti dei bambini di crescere con i due genitori, e quindi anche con il padre, su un piano di parità con la madre, in questo momento non sono adeguatamente tutelati. Si parla di affidamento condiviso ma alla fine la collocazione figlio avviene prevalentemente presso la madre e ciò corrisponde all’affidamento esclusivo di una volta».

La madre del bambino, tra le lacrime, dichiara invece quanto sia stato incivile portare via così suo figlio. Stamani, infatti, ha iniziato una protesta fuori la scuola con dei cartelli scritti: «I bambini non sono né bestie né criminali, liberate Leonardo» ed ancora «i bambini vanno ascoltati». I nonni del bambino visibilmente angosciati, in particolare Alfonso G., 62 anni dichiara: «Da sei anni mia figlia vive un incubo e noi con lei. Mia figlia ha ricevuto 23 querele dal suo ex marito, tutte archiviate. Il bambino vive con lei e non vuole vedere il padre che è percepito dal piccolo come troppo autoritario. Quello che è successo ieri è incredibile».

Per ora il bambino si trova in una casa famiglia a Padova, in carico ai servizi sociali. Sembra che già altri due tentativi di prelevarlo dalla casa materna siano falliti così è seguita la decisione di intervenire a scuola. La dirigente scolastica, Marina Zanon, spiega come sia avvenuto tutto prima del video probabilmente girato dalla zia del ragazzino:  «Anch’io sono rimasta sconvolta e turbata da quanto ho visto ieri. Abbiamo fatto uscire dalla classe i compagni dell’alunno destinatario del provvedimento del giudice e solo dopo sono entrati gli assistenti sociali e i poliziotti. Tutto all’interno della scuola si è svolto senza urla e senza che gli altri compagni di scuola vedessero, in quanto sono rimasti dentro le aule fino a quando il bimbo è stato portato in auto. Ho visto le immagini di Chi l’ha visto?, fornite alla trasmissione dalla zia del piccolo, e mi hanno fatto piangere, perché penso alla situazione drammatica in cui si trova il piccolo».

IL GARANTE DELL’INFANZIA – «E’ un episodio grave per le modalità in cui si è svolto – afferma Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza – Da anni in Italia auspichiamo una riforma della giustizia minorile che tarda ad arrivare. Una riforma, ed anche l’episodio di oggi ce lo ricorda, che veda l’ascolto del minore come punto di partenza». Inoltre chiede ai media, nel rispetto del bambino, di non speculare sull’accaduto con spettacolarizzazioni di ogni genere. «Quello che è successo a Padova – dichiara – ci obbliga ad una riflessione seria e più complessa».