PensareFare e CheapShitProduction: la Napoli del cinema indipendente

PensareFare è un’associazione controculturale no profit costituitasi formalmente nel 2008, per volontà di un gruppo di appassionati nonchè lavoratori del cinema e della cultura (registi, giornalisti, artisti) che si sono uniti con lo scopo dichiarato di diffondere la cultura cinematografica a 360° attraverso la messa in circolazione di materiale video su tutta la rete. Avvalendosi della tecnologia digitale e di internet, due strumenti essenziali per chi persegue finalità cinematografiche “no budget”, l’associazione PensareFare ha promosso e realizzato numerosi progetti tra cui cortometraggi, spot e videoclip ed è attualmente impegnata nella realizzazione del lungometraggio ad episodi ‘Napoli Undergound’, ambientato nel sottosuolo napoletano. L’intento di PensareFare è quello di offrire un punto di vista diverso, che riesca a “controinformare” il pubblico sulla realtà quotidiana della società attuale.

Salvatore Polizzi è il presidente di PensareFare; regista, sceneggiatore e produttore delle opere realizzate, fonda nel 2004 la ChipShitProduction, occupandosi tra le altre cose anche di montaggio, casting e distribuzione. Tra i principali cortometraggi realizzati: Il Villaggio (2004-05), Napoli – Io e Te (2007), In una Chiesa (S)consacrata (2007), I Tre 3 (2008), Napoli – Io e Te 2 (2008-09), Da Worst Muthapphukkin Projects (2009), Uno Zingaro Napoletano (2009), Bone Thugs n Napoli(2009), Seconda Attività (2010), Briganti! (2010), La Piccola Bottega degli Zombi (2010),Neapolitan Gangster (2010-11), Storia di un Nintendo (in postproduzione), Studenti in Movimento (2011) e Il Vero Cristiano.

In questi giorni si stanno ultimando i casting per il progetto  ‘Napoli Underground’, film che sarà composto da diversi episodi che sfrutteranno le ambientazioni particolari del territorio partenopeo per lo più ignote al pubblico cinematografico, ovvero le cavità naturali ed artificiali del sottosuolo cittadino (Le catacombe di San Gennaro e San Gaudioso, il cimitero delle Fontanelle, il labirinto di canali che costituisce la “Napoli sotterranea”, il cosiddetto “tunnel borbonico”, i reperti sottomarini di Baia). Il regista intende mettere in scena una carrellata di “tipi” di varia umanità, ognuno dei quali per qualche ragione costretto a scendere nel sottosuolo napoletano, abbracciando diverse tematiche e problematiche, smascherandone vizi e virtù, ovvero il lato più “underground” delle diverse tipologie sociali. Uno contributo importante per la produzione cinematografica della nostra città, uno sguardo nuovo e originale sulla realtà che ci circonda, un buon esempio da seguire per chi come i ragazzi di PensareFare ha voglia di far emergere la propria arte.