Primarie Pd: gli scontri collaterali tra Renzi e Bersani

Scontri collaterali  alle primarie Pd. Questa volta lo scontro Bersani-Renzi può definirsi ‘indiretto’, e coinvolge il finanziere Davide Serra. Ieri il segretario Bersani nel criticare la cena di Renzi con esponenti della finanza, alla domanda: “li definirebbe banditi”, aveva risposto: “banditi tra virgolette”. 

La reazione di un esponente della finanza, nonché sostenitore del sindaco fiorentino, nella fattispecie Davide Serra,  gestore di fondi per Algebris, società con sede nell‘isola di Cayman, non si fa attendere. “Essere definito ‘bandito’ da lei mi offende, e anche se in Italia lei è immune, prima o poi non lo sarà più e io procederò inesorabilmente, ho molto tempo e voglio che la verità venga ristabilita”, così in una lettera aperta, Davide Serra, da molti considerato il ‘rottamatore’ della finanza, protagonista in passato di una battaglia, all’interno di Generali Assicurazioni, contro il presidente Antoine Bernheim.

La risposta di Bersani è affidata al suo portavoce, Di Traglia: “dove e come Bersani avrebbe detto che Davide Serra è un bandito? Il segretario del Pd ha parlato di Cayman e non di Serra, che non ha il piacere di conoscere”.

Il botta e risposta è continuato con una controreplica del portavoce del finanziere: “Bersani nega di aver dato del bandito al fondatore di Algebris? Avremo forse letto male tuttii giornali e frainteso tutte le tv?”

La risposta successiva è dello stesso Bersani: “non c’è nulla da offendersi, se si offende problemi suoi“. Il leader del Pd ha insistito sulla cena avuta da Renzi con esponenti della finanza: “con la gente basata alle Cayman non deve parlare nessuno, è ora di finirla perché c’è gente che lavora e paga le tasse. Non ci si deve far dare consigli da chi viene dai paradisi fiscali, non è una polemica con Renzi ma è un impegno che dobbiamo prenderci tutti”. Sulla sfida con il sindaco della città gigliata: “io e Renzi non siamo nemici, ma competitori. Non siamo a un pranzo di gala ma stiamo facendo le primarie. Si discute, e tutto questo sta facendo bene al Pd”. 

Sulla questione interviene in prima persona anche lo stesso Renzi: “Se uno non vuole parlare con chi ha una sede alle Cayman vuol dire che non vuole parlare con chi compra i nostri titoli di Stato. Chiunque sia il candidato premier stia attento a dire ‘non parlo con questi’, perché si rischia di far allontanare gli investitori dall’Italia”. Non manca un nuovo invito diretto a Bersani: “Confrontiamoci sulle idee per le banche, per la trasparenza, per l’economia, per i finanziamenti e vediamo chi è più bravo”. Sulla rottamazione: “Dopo quella dei leader , ora ci deve essere quella delle idee”.

Non fa mancare la sua voce il ‘terzo incomodo’ delle primarie del centrosinistra, il leader di Sel, Vendola che sulle ultime polemiche dice: “Bersani parla della Cayman, Renzi tira fuori il Monte dei Paschi di Siena. Io non posso che rispondere ‘Oppure Vendola’. Non ho a che fare con le banche e sono convinto che dovrebbero aiutare famiglie e imprese e invece aiutano i loro manager”. Il governatore della Puglia, ora in Sardegna, dove ha subito la contestazione degli operai dell’Alcoa, continua: “inviterò a cena banchieri e alta finanza, dirò che voglio tassare loro per diminuire le tasse a imprese e lavoratori. Temo che cenerò da solo”.