L’alluvione di Messina. Lombardo: ‘Catastrofe considerata di serie B’

Il 1 ottobre del 2009, la provincia di Messina fu colpita da un tragico alluvione che investì in particolare i paesi di Scaletta, Giampilieri e Italia. In quell’occasione si contarono 37 vittime, causate dall’enorme quantità di fango che scese giù dalle montagne come una valanga. In ricordo delle vittime, alle ore 17  di oggi, è partita una fiaccolata dalla contrada Luogo Grande di Giampilieri, conclusasi davanti alla Chiesa Madre, dove è stato proiettato un video realizzato dai giovani della parrocchia.

Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha rivolto il suo pensiero alle famiglie delle vittime dichiarando: ‘E’ stata una sciagura resa ancora più amara e insopportabile dalle polemiche strumentali che si scatenarono nelle ore immediatamente successive ai fatti. Il dolore, il lutto di decine di famiglie fu violato da accuse infondate che avrebbero dovuto lasciare spazio a più consistenti interventi da parte delle istituzioni centrali. Una catastrofe, lo dicono i fatti e lo denunciammo già all’epoca, che per troppo tempo è stata considerata di serie b‘. In merito ai bilanci degli interventi, Lombardo ha aggiunto: ‘La Regione ha profuso tutto il proprio impegno, investito tutto ciò che poteva, anticipando con il proprio bilancio, sempre più ristretto, decine di milioni di euro di fondi Fas, vale a dire finanziamenti che la Sicilia aveva diritto di ottenere e che, colpevolmente, sono rimasti a lungo bloccati nei meandri della burocrazia nazionale. Allo stato attuale sono stati impiegati oltre 156 mln di euro, con oltre il 70% dei lavori completati o in corso di completamento. Con i fondi restanti, circa 70 mln di euro, sarà possibile portare a termine sia tutti gli interventi di messa in sicurezza, sia gli interventi di assistenza alla popolazione (delocalizzazioni degli immobili, rimborsi e altre voci). L’ordinanza di protezione civile ha permesso di mettere in campo e di portare a termine gran parte degli interventi programmati, anche se spesso si è trattato di lavori di complicata e difficoltosa attuazione, in considerazione della asperità dei luoghi. Altri interventi partiranno a breve’. 

Ma quali sono stati effettivamente questi interventi? A spiegarlo è stato il presidente del comitato dei cittadini di Giampilieri, Corrado Manganaro, che ha dichiarato: ‘i lavori sono stati fatti, anche se manca quello più importante: il canale ‘fugatore’. Siamo comunque estremamente contenti e devo dire che all’indomani della tragedia, nessuno credeva che tali lavori venissero effettuati. C’era un forte scoraggiamento nella cittadinanza perché in passato la pubblica amministrazione non si comportò bene nello svolgimento del suo ruolo. Va detto altresì che con il passare del tempo dobbiamo dare atto alla Regione siciliana in primis di aver fatto tanto, e concretamente, per il nostro territorio‘.