Vermeer e l’arte olandese del XVII secolo alle Scuderie del Quirinale

Dal 27 settembre scorso le Scuderie del Quirinale di Roma ospitano la mostra dedicata al secolo d’oro della pittura olandese, al suo maestro Johannes Vermeer, massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo, l’artista  di Delft padre di capolavori celebri come  “Ragazza con l’orecchino di perla”, “Stradina di Delft”, “Ragazza col cappello rosso”. Quest’ultimo fa da simbolo all’esposizione, che vede  otto delle opere  del maestro – rarissime e distribuite nei musei di tutto il mondo, nessuna in Italia –  affiancate da circa cinquanta opere degli artisti olandesi suoi contemporanei, come Carel FabritiusPieter de Hooch e Emmanuel de Witte e molti altri pittori celebrati al tempo ma oggi da noi meno conosciuti. In questo modo i visitatori possono non solo entrare in contatto con il mondo personale del maestro Vermeer, ma anche rapportare la sua opera e la sua attività culturale a quella dei suoi contemporanei attivi nei centri vicini come Amsterdam, Haarlem e Leida. Tutte queste opere sono difatti accomunate da uno specifico stile che ritrae e riflette la cultura medio-borghese dell’Olanda dell’epoca, dipingendo soggetti casalinghi caratterizzati da un forte realismo.

Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e coprodotta con MondoMostre, la mostra è a cura di Arthur K. Wheelock, Curator of Northern Baroque Paintings – National Gallery of Art di Washington, Walter Liedtke, Curator of European Paintings Metropolitan Museum of Art di New York e Sandrina Bandera, Soprintendente per il Patrimonio Artistico Storico, Artistico ed Etnoantopologico di Milano. La stradina, Santa Prassede, Giovane donna con un bicchiere di vino, Ragazza con il cappello rosso, La suonatrice di liuto, Giovane donna seduta al virginale, Giovane donna in piedi al virginale, Allegoria della Fede presentati in un percorso su due piani che vede accostati gli otto rari Vermeer alle altre opere in maniera tale da presentare diversi sguardi su fatti di vita cittadina ( l’esplosione della polveriera dipinta da van der Poel o il municipio di Amsterdam ritratto da van der Heyden), su gesti quotidiani (“Giocatori di carte in una stanza assolata” de Hooch, “Donna con il liuto” di van der Neer). Ancora temi che sono quasi icone, come la luce sui volti ritratti, volti di donna: non a caso proprio accanto alla Ragazza col cappello rosso è esposta La donna con le perle, di Carel Fabritius.

L’opera Giovane donna con un bicchiere di vino è stata quella che più ha fatto parlare di se per le condizioni particolari ed uniche richieste per concedere l’esposizione in Italia. Difatti il dipinto, conservato all’ “Herzog Anton Ulrich-Museum” di Braunschweig in Germania, dopo due anni di trattative e l’intervento  dell’Ambasciata italiana, è stato trasportato in una speciale cassa climatizzata,  tramite un aereo noleggiato appositamente per l’occasione e sotto la supervisione di due restauratori delle Scuderie. Giunto a Roma, martedì sera, è stato lasciato ad acclimatare per 48 ore nei locali delle Scuderie, per poi essere esposto in una teca che consente il mantenimento di specifiche temperature ed un giusto grado di umidità tali da consentire una perfetta conservazione dell’opera.
Vermeer e l’arte pittorica del seicento olandese sono quindi stati collocati in maniera completa ed esaustiva, per la prima volta, in una  rassegna, aperta al pubblico fino al 20 gennaio, che ne mette in mostra virtù e varietà facendo trapelare uno squarcio dell’epoca, oltre a mettere in luce stile e genio di un periodo “d’oro”, fin ora per lo più appannaggio di intenditori e cultori.