Vendola dice si alle primarie, scontro Udc-Pd

VENDOLA – Primarie, Monti bis e riforma elettorale, la politica italiana cerca nuova linfa e vitalità attraverso queste tematiche. La notizia del giorno riguarda Nichi Vendola, leader di Sel, che annuncia la sua candidatura alle primarie del centrosinistra.

Il presidente della Regione Puglia  “giustifica” questa scelta: “per scacciare il fantasma del Monti bis” e continua sul suo sito personale: “per trasformare le primarie, da ennesima faida di partito a occasione di svolta per il paese, ci vediamo al Mav di Ercolano, sabato 6 ottobre alle 18. Accetto la sfida per vincerla”.

Sull’eventualità di un Monti bis e sulla scelta di Vendola è intervenuto il leader dell’Udc Casini. Il leader centrista è tra i più convinti sostenitori di un nuovo governo Monti: “il cappello su Monti noi non abbiamo mai inteso metterlo, ma intendiamo una cosa semplice: che questo paese oggi non può fare a meno di Monti“. Il leader centrista ha continuato: “noi ci auguriamo che si crei dopo le elezioni un’ampia convergenza su Monti, perché questi sforzi non possono finire e l’Italia non ha superato l’emergenza“, e spiega: “Monti non ha bisogno di fare comizi, né campagna elettorale, né di avere partiti”.   Sull’eventuale alleanza Bersani-Vendola l’ex Presidente della Camera è categorico: “inorridisco all’idea che il futuro governo possa essere consegnato ad un’alleanza tra Bersani, persona ragionevolissima, e Vendola, persona politicamente non adatta a governare”.

Le parole di Casini non sono accolte bene dal leader del Pd, Bersani che replica: “il centrosinistra ha portato l’euro in Europa, mentre Casini inorridiva insieme a Berlusconi”. Sulla riforma elettorale Bersani si dice contrario alle preferenza, e a qualsiasi “balcanizzazione”, che comporterebbe “l’ingovernabilità” del paese. “Se si pensa di ovviare con risicate maggioranze dove io dovrei stare con Berlusconi, si sbagliano. Nel caso io, e penso anche il Pd, ci riposiamo”.

Sul Monti bis e sulla scelta di Vendola non manca la dichiarazione di Di Pietro, che lancia una sorta di monito al leader del Pd Bersani. “Le politiche del governo Monti sono politiche di un gruppo di potere, di una casta”, dice l’ex magistrato, che poi “fa una domanda” al partito di Bersani: “io dico al Pd: non è meglio costruire un’alternativa che essere chiuso in questo recinto? Quanto sta accadendo, attorno al Monti bis, chiude la possibilità di andare al governo per il Pd”. Sulla scelta di Vendola: “la sua candidatura mi fa piacere, io non mi candido, non sono primarie che mi appartengono”.