Alture del Golan: scenari di guerra tra Israele e Siria

Le Alture del Golan tornano ad essere teatro di un pericoloso scenario bellico. Israele ha risposto per la seconda volta a dei colpi di mortaio provenienti dal territorio siriano. Fonti militari di Israele riferiscono che i tank hanno colpito l’artiglieria mobile siriana.

Il paese ebraico fa sapere che altro fuoco diretto su Israele, e proveniente dalla Siria non sarà tollerato. Il portavoce dell’esercito israeliano non esclude una risposta “severa”. Lo stesso Netanyahu, primo Ministro di Israele, ha annunciato che il paese è pronto a qualsiasi evenienza.

Il Segretario dell’Onu, Ban Ki Moon si è appellato ai due paesi, affinché allentino la tensione sulle Alture del Golan. Alture  che dal 1967, in seguito alla Guerra dei Sei Giorni, sono occupate, per due terzi, da Israele. Da quella data la situazione l’altopiano è divenuto oggetto di contesa, non solo militare, tra Israele e Siria. 

E torna alta la tensione anche nei territori della Striscia di Gaza, con Israele soggetta al lancio di circa 140 razzi in 48 ore. La risposta militare israeliana non si è fatta attendere, e nei raid notturni, l’aviazione del paese ebraico ha colpito un nascondiglio di armi, un tunnel per il contrabbando e una rampa per il lancio di razzi.

Sulla vicenda era intervenuto il Ministro della Difesa, Barak che ha accusato Hamas di “essere responsabile per il lancio dei razzi anche quando partecipano altri gruppi, e sarà Hamas a pagare“. Risposta militare israeliana che nella sola giornata di ieri ha causato la morte di 6 palestinesi.

Sulla spinosa e interminabile questione israelo-palestinese, colloquio telefonico tra il presidente americano, Obama, e il presidente palestinese Abu Mazen. Obama nel colloquio telefonico ha ribadito “il suo forte sostegno  negoziati diretti fra Israele e palestinesi con l’obiettivo di due stati che vivano fianco a fianco in pace”.

Obama e Usa impegnati anche sul fronte siriano, dove da mesi è in atto una sanguinosa guerra civile. A Doha le diverse anime dell’opposizione al regime di Assad, hanno trovato un accordo, eleggendo l’indipendente Al Khatib a capo della coalizione.

L’opposizione unita, è questa la novità della giornata, ha incassato l’appoggio e il sostegno degli Usa. L’annuncio arriva da un portavoce del Dipartimento di Stato: “siamo pronti a sostenere la Coalizione nazionale nel suo percorso che punta a mettere fine al regime sanguinario di Assad, in vista di un futuro pacifico che il popolo siriano merita”.