Antonio Di Pietro consolida l’asse con Grillo scatenando l’ira dell’IDV

Siamo arrivati alla frutta? Pare di sì visto che Antonio Di pietro con le sue ultime dichiarazioni a ‘Il fatto quotidiano‘ ha suscitato non poche polemiche. Il capogruppo dell’Idv Massimo Donadi minaccia le dimissioni e in una intervista all’unità dichiara: «con noi parlava di rilancio del partito, di date del congresso, poi va al Fatto quotidiano e dichiara sciolto il partito». Così Donadi si schiera a favore dei delusi dell’Idv e anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha esternato il suo rammarico proprio ieri durante la puntata di ‘Servizio Pubblico‘, programma televisivo condotto da Michele Santoro: «Se Antonio Di Pietro capisce la voglia di politica che anima molti cittadini che hanno seguito i Cinque stelle può tornare a vincere, perché rispetto a loro ha una proposta politica più completa.» E dopo l’endorsement di Beppe Grillo il primo cittadino di Napoli dichiara: «Antonio è un combattente, lui deve lottare. Anch’io l’ho visto poco tonico». Ma per Tonino non c’è nulla da fare… il partito è ormai morto!

Come se non bastasse la fine è stata siglata ieri dal blog di Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 stelle da sempre amico-nemico di Di Pietro lo candida addirittura al Quirinale: «L’uomo ha un caratteraccio, ma è onesto Quando ha dovuto affrontare il giudizio di un tribunale lo ha fatto senza esitazioni e ne è sempre uscito prosciolto. Nessuno in Parlamento può dire altrettanto. Il mio auspicio è che il prossimo presidente della Repubblica sia lui, il solo che ha tenuto la schiena dritta in un Parlamento di pigmei»

Il popolo degli internauti e gli stessi grillini si scontrano con il grande capo con affermazioni del tipo: ma non l’ha visto Report? Con riferimento all’inchiesta tv sulle proprietà immobiliari dell’ex pm? Bene, sembra proprio di no!

Intanto si susseguono altre dichiarazioni, come quella del capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario: «L’Italia dei Valori si è data un percorso chiaro il cui punto di partenza è il documento approvato ieri all’unanimità dall’Ufficio di presidenza. Indiscrezioni, teorie giornalistiche, singole esternazioni, lasciano il tempo che trovano».

Donadi ancora dichiara all’Huffington Post: «una manovra, condotta da due politici navigati che poco hanno a che fare con la freschezza movimentista. Di Pietro porta in dote a Grillo l’Italia dei Valori, o meglio il suo necrologio, la fine di un’esperienza e Grillo lo benedice. A entrambi dico buona fortuna, ma io non ci sarò. E soprattutto auguro buona fortuna all’Italia».

Insomma una mossa che prima ha spiazzato e poi ha imbufalito. Tuttavia Antonio di Pietro porta con se dei fedelissimi come sette senatori e l’immancabile Felice Belisario. Alla Camera, invece, su venti deputati con il ‘buon‘ Tonino sta la tesoriera Idv Silvana Mura (Emilia), Zazzera (Puglia), Palagnano (Campania), Rota (Lombardia, che ieri si è lasciato andare a un commento molto forte: «Donadi? L’agnello finirà sbranato dai lupi» e i due siciliani Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e portavoce nazionale, e Ignazio Messina.

L’unico che sembra rimanere indipendente da tutto e da tutti è Francesco Barbato, mentre dalla parte di Donadi c’è Nello Formisano il quale ha dichiarato che alle primarie andrà e per votare Bersani, poi ci sono David Favia (Marche) e Fabio Evangelisti, coordinatore regionale in Toscana.

Fai che Tonino vuole cavalcare l’onda del successo che si è verificata con le elezioni siciliane in merito ai consensi raccolti del ‘Movimento 5 stelle‘? E avrà magari intuito che è davvero arrivata la fine della partitocrazia? Questo non è dato sapere (o intendere, ndr) e tuttavia chi è dalla parte di Donadi, come lui, si sente preso in giro ed è lo stesso capogruppo dell’Idv a dichiarare: «L’ipotesi di un congresso dopo le elezioni non c’è più. Entro dieci giorni ci sarà un’assemblea autoconvocata con tutti quelli che vogliono difendere i nostri valori e l’esperienza di questi anni, e che non si riconoscono nel necrologio. Io credo che l’Italia ha ancora bisogno delle nostre battaglie. Di Pietro stava lavorando da tempo a un percorso di avvicinamento con Grillo che si è perfezionato dopo un lungo lavorio sotterraneo. Grillo non vuole l’Idv, vuole Di Pietro» e prosegue dicendo che Antonio ha dimostrato un «cinismo sconvolgente». Donadi si sente «truffato e tradito» e spera in una nuova Idv visto che la parole di Di Pietro sembrano essere definitive. Da cane padrone ha deciso, si chiude e non si ritorna indietro!