Elezioni Usa: Congresso spaccato per Obama

ELEZIONI USA – Tutti gli occhi puntati sulle elezioni presidenziali e sul riconfermato Presidente Usa, Obama, ma martedì 6 novembre gli americani hanno scelto anche i loro rappresentanti al Congresso. Gli americani sono stati chiamati a rinnovare l’intera Camera dei Rappresentanti  e un terzo del Senato. 

Alla Camera dei Rappresentanti che conta 435 deputati (eletti in collegi uninominali ripartiti su base statale, in proporzione alla popolazione dello Stato stesso), secondo i dati, ancora parziali ma indicativi, forniti dalla Cnn, i repubblicani si confermano maggioranza con 228 seggi (per avere la maggioranza ne occorrono 218), contro i 180 assegnati ai democratici (ancora 27 da assegnare).

Al Senato che conta invece 100 rappresentanti (2 per ogni Stato della Federazione) invece conferma per i democratici, con 53 seggi (servono 51 per avere la maggioranza), contro i 45 dei repubblicani, e due da assegnare. Il Congresso resta quindi spaccato, con la Camera a maggioranza repubblicana, e il Senato in mano ai Dem. Certamente non il migliore auspicio per questa nuova avventura di Obama.

Alla Camera torna come deputato un Kennedy, si tratta di Joseph Kennedy III, che ha conquistato il seggio lasciato libero dal compagno di partito Barney Frank. Altra buona notizia per la storica famiglia dei Kennedy è rappresentata dalla conquista del seggio senatoriale del Massachusetts, da parte della democratica Elizabeth Warren. Il seggio senatoriale dello Stato, monopolizzato da decenni dalla dinastia dei Kennedy, era stato anche di Ted Kennedy, ma alla sua morte era stato occupato dal repubblicano Scott Brown. La Warren è anche la prima donna ad essere eletta senatrice per il Massachisetts.

In Senato ci sarà anche Tammy Baldwin, che potrà fregiarsi del titolo di prima senatrice omosessuale nella storia del colosso americano. La neo-senatrice lesbica dichiarata ha vinto in Wisconsin, con oltre 200mila preferenze di vantaggio sul rivale, il repubblicano Tommy Thompson.

In 11 Stati si votava anche per i governatori: in sette casi, la vittoria è andata ai democratici, in quattro ai repubblicani. Il voto  ha confermato la situazione politica preesistente, con la sola eccezione rappresentata dalla Carolina del Nord, passata da un governatore democratico, a un governatore repubblicano, Pat McCrory.

I democratici confermano lo stesso governatore in Delaware (Jack Markell), Missouri (Jay Nixon), Vermont (Peter Shumlin) e West Virginia (Earl Ray Tomblin), e vincono in Montana (Steve Bullock), New Hampshire (Margaret Hassan) e nello stato di Washington (Jay Inslee), stati già precedente governati dai democratici.

Per i repubblicani, al di la del successo in Carolina del Nord, arriva la conferma dei governatori di Dakota del Nord (Jack Darlymple) e dello Utah (Gary Herbert). L’Indiana resta governata dai repubblicani con il neo-governatore Mike Pence.

Una novità tutta al femminile arriva dal New Hampshire, che diventa il primo Stato rappresentato solo da donne. Il nuovo governatore è infatti la democratica Maggie Hassan, e da 4 donne è formata la sua delegazione al Congresso:  i due eletti per il Congresso: la democratica Ann McLane Kuster e la ex repubblicana Carol Shea-Porter, e  le due (già) senatrici, la democratica Jeanne Shaheen e la repubblicana Kelly Ayotte. 

In alcuni Stati infine i cittadini erano chiamati a esprimersi su alcuni referendum. Maryland, Maine e Washington dicono si alle nozze gay, ‘no’ invece del Minnesota. Lo Stato di Washington e il Colorado approvano la legalizzazione della marijuana per uso generale. In Massachusetts approvato invece il solo uso terapeutico. In Florida mantenuto il finanziamento pubblico per l’aborto.

La California infine sceglieva se mantenere in vita la pena di morte. Lo Stato con il maggior numero di Grandi Elettori, dice no all’abolizione della pena capitale. Secondo i dati non definitivi i ‘no’ vincerebbero con il 54%. La pena di morte nello Stato di Los Angeles e San Francisco è stata abolita nel 1972, e poi ristabilita nel 1974, da quella data, 13 sono stati i condannati giustiziati.