Europa League: Edinson Cavani spinge il Napoli ai sedicesimi

EUROPA LEAGUE – All’ultimo secondo, in quella che sarà l’ultima partita del Rasundastadion di Solna! Vittoria e qualificazione con un turno d’anticipo per il Napoli, che in Svezia vince 2-1. A metterci lo zampino è sempre lui, Edinson Cavani, colui che proprio in Svezia, a Boras contro l‘Elfsborg, con una doppietta cominciò quel legame tutto Partenopeo, fatto di emozioni e gol. Tanti gol: 81 per la precisione, in 111 partite!

Il nostro Napoli si presenta in Svezia con la ‘solita’ formazione  ‘europea’, piena di seconde linee, ma impreziosita dalla presenza di qualche ‘titolarissimo’, su tutti Edinson Cavani. Rosati tra i pali, difesa a tre con Aronica centrale, Britos a sinistra e Gamberini a destra. Mesto e Dossena sulle fasce, mentre a centrocampo Donadel e Behrami ‘proteggono’ Dzemaili e la coppia offensiva formata da Vargas e Cavani.

Si gioca su un campo pessimo, che ricorda in qualche modo quello di Napoli-Fiorentina. Gli svedesi ci mettono grinta, e sopperiscono ad evidenti lacune tecniche con una feroce determinazione, supportati da un pubblico tutt’altro che scandinavo! Dopo i primi minuti di marca svedese, il Napoli prende coraggio e guadagna campo. Al 20° minuto si va in vantaggio su una veloce ripartenza partita e conclusa da Dzemaili, con l’intermezzo di Cavani. Il Napoli sembra controllare, ma al 35°minuto Danielsson di testa trova una traiettoria beffarda che porta l’Aik Solna sull’1-1, risultato con cui si va negli spogliatoi.

Nella ripresa la partita continua ad essere lenta, brutta, particolarmente ‘scorbutica’ e priva di spunti tecnico-tattici interessanti. Nel Napoli entrano Inler per Donadel, Zuniga per Mesto e Marek Hamsik per l’autore del gol partenopeo, Dzemaili, ma cambia sostanzialmente poco, o nulla. È Vargas a sfiorare la rete del vantaggio, ma la difesa scandinava è brava e fortunata nella circostanza.

I minuti finali regalano quelle emozioni, del tutto, o quasi assenti, fino a quel momento. Aronica all’85° si fa espellere per un fallo da ultimo uomo su Bangura; la prestazione di Sasà, dispiace dirlo, è stata sconcertante. Napoli in 10, e Aik che prova il colpaccio, senza riuscire a rendersi mai pericoloso. Nell’ultimo minuto di recupero, Vargas combatte su un pallone, e riesce a servire Matador in area, l’uruguaiano è bravo a liberarsi e a procurarsi il rigore,  che lui stesso trasforma, regalando al Napoli, la vittoria e la qualificazione.

Con il minimo sforzo e con una partita a tratti ‘angosciante’, il Napoli ottiene successo e qualificazione. Un altro piccolo tassello di questa difficile, lunga stagione è messo. Salutiamo il Rasundastadion, alla sua ultima partita, lo stadio che ospitò la finale mondiale del 1958, vinta dal Brasile sui padroni casa, con un pirotecnico 5-2, sarà infatti demolito.

Tra 15 giorni la partita interna contro il Psv sarà pura formalità, gli olandesi infatti sconfitti in casa dal Dnipro, sono matematicamente fuori da qualsiasi discorso qualificazione, in un girone dominato dagli ucraini, primi con 12 punti, frutto di 4 vittorie e una sconfitta, quella contro il Napoli, secondo con 9 punti. Olandesi e svedesi si dividono la terza piazza con 4 punti a testa.

Giovedì europeo positivo per i colori italiani, la Lazio si qualifica ai sedicesimi, grazie allo 0-0 interno con gli inglesi del Tottenham. L’Inter già qualificata perde 3-0 a Kazan, contro il Rubin. Sconfitta l‘Udinese in Russia contro l’Anji di Eto’o, i friuliani dicono addio all’Europa League.

Un bilancio che può dirsi soddisfacente per le squadre italiane,  con 3 qualificate 4, senza dimenticare il Milan già promosso agli ottavi di Champions League, e la Juve, cui manca un solo punto per superare i gironi della massima manifestazione europea.