Federico Moccia racconta gli “Universitari” nel nuovo film


Il 28 febbraio 2013 uscirà il nuovo film di Federico Moccia, intitolato Universitari. Dopo gli studenti delle medie, del liceo, dopo aver accompagnato i suoi personaggi al matrimonio, il regista decide di raccontare le storie e soprattutto i sentimenti di una nuova categoria, i così detti “nuovi adulti” o “ragazzi in cerca d’amore”, gli studenti universitari: ragazzi pieni di aspettative, di illusioni, che affrontano un periodo di cambiamento, che li porterà definitivamente nel mondo degli adulti. Protagonisti del film saranno in particolare sei giovani fuori sede che si ritroveranno a convivere in una clinica in disuso e che insieme troveranno una famiglia di cui molti sentono la mancanza. Una sorta di Appartamento spagnolo all’italiana, arricchito dalle culture (e dai dialetti) delle diverse città d’Italia dei protagonisti.

Questa volta Moccia si cimenta con la regia di una storia inedita, da lui stesso sceneggiata (fino ad oggi aveva tratto sempre i suoi film da libri). Lui stesso dichiara alla conferenza stampa:

Questo è un film non tratto da un libro, mi piaceva raccontare una fascia più adulta senza però parlare di precari, tema che già affrontano i tg, poi non sempre i film tratti da libri vengono accolti bene, anche perché un libro si legge e si apprezza secondo i propri stati d’animo, e un film non sarà mai come un libro perché un film è la versione sempre personale del regista del libro, un’unica chiave di lettura del regista che non sempre viene accolta positivamente”.

Prodotto dalla Medusa, il film, di cui si stanno ultimando le riprese in una villa fuori Roma, vanta tra i protagonisti Simone Riccioni, Brice Martinet, Primo Reggiani, Maria Chiara Centomani, Nadir Caselli, Sara Cardinaletti, Minaccioni, Enrico Silvestrin, Luis Molteni, Maurizio Mattioli, Barbara De Rossi e Amanda Sandrelli.

Nonostante il tema trattato, sono stati gli stessi studenti della Sapienza (dove sono state girate molte scene) ad “occupare” il set e a manifestare il loro dissenso; a loro Moccia risponde “Spero che il mio cinema non sia il loro punto di riferimento”.