Israele e Gaza: arriva la tregua

Hamas e Israele trovano un’intesa per il cessate il fuoco. La notizia è stata annunciata dal Ministro degli esteri egiziano Amr, durante una conferenza stampa, tenuta assieme al Segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Quest’ultima ha ringraziato il governo egiziano per la fondamentale opera di mediazione messa in campo. Il cessate il fuoco partirà da stasera alle 20:00.

Da parte sua Israele aderirà al cessate il fuoco, senza revocare però il blocco sulla Striscia di Gaza.

In giornata, nonostante gli sforzi diplomatici, si sono succeduti diversi raid di Israele, che hanno colpito tra gli altri il ministero della Sicurezza di Hamas. Tra gli obiettivi colpiti anche postazioni per il lancio di razzi, dei depositi e una fabbrica di armi. Secondo fonte locali gli attacchi aerei israeliani hanno causato 13 vittime, tra cui un bambino.  Dall’inizio del conflitto si contano 150 morti, di cui 22 bambini.

Una bomba su un autobus a Tel Aviv, capitale dello Stato di Israele, ha provocato 28 feriti, di cui due versano in gravi condizioni. Dei testimoni affermano di aver visto un uomo collocare l’ordigno, e poi scappare. Poco convincenti le rivendicazioni giunte, una da parte dei bracci armati di al Fatah, l’altra del Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Hamas parla definisce l’attentato: “una reazione naturale all’aggressione a Gaza”.

Al termine dell’incontro bilaterale,  il presidente della Repubblica italiana, Napolitano e quello francese, Hollande, hanno lanciato un appello per un immediato cessate il fuoco in medioriente: “ribadiamo la nostra ferma condanna nei confronti del terrorismo”. Napolitano, in visita all’Eliseo ha espresso solidarietà ad Israele, e vicinanza alle vittime di ambo le parti.

Regione mediorientale che vive momenti di tensione non solo per il conflitto arabo-israeliano. Motivi di tensione anche sul confine turco-siriano.Il governo del paese anatolico ha chiesto alla Nato di installare missili Patriot al confine con la Siria. L’Alleanza Atlantica conferma la richiesta turca, e si dice pronta a provvedere “quanto prima”.

In Siria ancora morti, solo oggi se ne contano 47. L’esercito fedele ad Assad continua gli attacchi a Daraya, roccaforte dei ribelli.