Israele: precipita la situazione nella Striscia di Gaza

Precipita la situazione tra Israele e Palestina. Ieri il paese ebraico ha lanciato l’operazione militare ‘Pilastro di difesa’, con l’uccisione di Ahmed Jabari, il capo militare di Hamas. Il bilancio sul fronte palestinese è di 13 vittime, tra cui tre bambini, e un centinaio di feriti. Stamane le ultime tre vittime, in seguito ad un attacco dell’aviazione israeliana nel sud di Gaza.

Stamane la ‘risposta’ palestinese, da Gaza partiti decine di razzi verso il sud di Israele. A Kiryat Malachi, 25 km a nord del confine, un razzo ha colpito un edificio civile, provocando 3 morti e due feriti.

Sul fronte diplomatico si registra la reazione egiziana. Il Paese dei Faraoni ha richiamato il suo ambasciatore in Israele, e il Ministro degli Esteri, Amr, attraverso un colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto agli Usa di intervenire per bloccare l’azione israeliana sulla Striscia. Per questioni umanitarie è stato aperto il valico di Rafah, tra Gaza ed Egitto.

Questioni di sicurezza hanno invece indotto l’ambasciatore israeliano a lasciare il Cairo, e rientrare in patria.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha chiesto l’immediato ‘cessate il fuoco’, benché non sia emersa nessuna dichiarazione formale. L’osservatore dell’Anp all’Onu, ha accusato la “quotidiana e brutale aggressione del popolo palestinese da parte di Israele“. La replica israeliana: “Hamas si nasconde dietro ai civili per colpire i nostri civili”. L’ambasciatrice americano all’Onu, Rice, ha condannato gli attacchi palestinesi, ribadendo l’appoggio statunitense ad Israele.

Il paese ebraico deve fare i conti anche con le schermaglie con la Siria. Colpi sparati dal territorio siriano hanno colpito la zona del Golan, controllata da Israele. Nessuna vittima, né feriti. Nei giorni scorsi l’esercito israeliano aveva risposto ad alcuni colpi sparati dal territorio siriano, bombardando postazioni dell’artiglieria siriana.