Usa: il si alla marijuana nello stato di Washington e in Colorado

USA – Il referendum tenutosi durante le elezioni presidenziali americane ha portato allo sdoganamento dell’uso di marijuana nello stato di Washington e nel Colorado. Uno dei tanti cambiamenti, di portata non indifferente, del riconfermato governo Obama. Dopo le nozze gay si tratta di una delle questioni più scottanti per l’opinione pubblica, sia americana che del resto del mondo, in quanto solleva ampi dibattiti discordanti che si trascinano da anni: è giusto legalizzare una seppur minima quantità di sostanza stupefacente? e in che misura si può valutare l’uso terapeutico o di svago?

Ma questioni ben più serie riguardano l’apporto economico che una tale manovra può portare alle casse del governo: secondo uno studio condotto da 300 esperti di economia, tra cui tre premi Nobel, l’ipotetico scenario dell’intero paese aperto alla legalizzazione di marijuana farebbe risparmiare circa 13,7 miliardi l’anno. Inoltre, sempre seguendo questa tesi, la tassazione sulla marijuana frutterebbe al governo un alleggerimento di circa 6 miliardi.

Il referendum ha reso legale il possesso di marijuana ad uso personale stimando la quantità consentita al peso di 28,5 grammi a partire dai 21 anni d’età. Ciò in termini di guadagno si traduce in 500 milioni di dollari all’anno allo stato di Washington per via di una tripla tassazione (dal coltivatore, al distributore, fino al consumatore) e 22 milioni annui al Colorado. Per quanto riguarda l’esito negli altri stati, il referendum è stato bocciato in Oregon, mentre nel Massachusetts la legalizzazione è limitata al solo uso terapeutico.

POSIZIONI DISCORDANTI – Il ‘Seattle Times’ ha fatto sapere tramite un editoriale di appoggiare pienamente l’esito del referendum: “La regolamentazione dell’attività dei coltivatori toglierà la marijuana dalle mani delle gang criminali”.
Diverso il parere di Pino Arlacchi, ex direttore dell’ufficio dell’ Onu per la lotta alle droghe, che in un’intervista dichiara: “La maggior parte degli introiti fiscali dovuti al mercato della marijuana verranno usati per curare il male fisico e psicologico che le droghe leggere comunque fanno”. Anche il governatore del Colorado, dove il referendum si è concluso con il 53% di risultati favorevoli, ha affermato che non bisogna ancora festeggiare la vittoria poichè il risultato del referendum è in contrasto con il governo federale, le cui norme, che classificano la sostanza stupefacente come illegale, restano inalterate.

La marijuana potrà dunque essere venduta ed acquistata ad uso personale secondo le norme che ne specificano la quantità e previa licenza statale, come già avviene in molti stati per la vendita di alcolici.