Don Piero corsi abbandona l’abito talare: ha smarrito la via…

don-piero-corsi-lerci-la-speziaLe scuse di don Piero Corsi non sono bastate! La notizia è di pochi minuti fa, così il prete di San Terenzo abbandonerà l’abito Talare dopo l’infelice vicenda che lo ha visto protagonista ieri sera per l’affissione di un manifesto in una Chiesa circa il femminicidio che recitava pressapoco così: «Le donne facciano autocritica: vanno in giro con abiti succinti, servono cibi freddi, abbandonano i bimbi e esasperano le tensioni. Gli uomini non sono impazziti, sono le donne che provocano».

Queste sono le parole del parroco di Lerici: «Con queste poche righe – dopo una notte insonne per il dolore ed il rimorso per la ‘giusta polemica’ causata dalla mia imprudente provocazione, nel rinnovare ancora più sentitamente le scuse non solo a tutte le donne colpite dal mio scritto ma anche a tutti coloro che si siano sentiti offesi dal mio operato o dalle mie parole».

Don Corsi, inoltre, chiede scusa per l’offesa rivolta al giornalista di RadioRai dopo avergli dato del frocio se non provava specifiche sensazioni nel vedere una donna nuda: «In primis il giornalista verso il quale, in un momento di ira, ho proferito quella ignobile parola – voglio comunicare che ho deciso di mettere da parte l’abito talare, – scrive in una lettera aperta, sembrerebbe una mail ma non è conferamto – del quale mi sento indegno, nella speranza che la riflessione e la penitenza mi consentano un giorno di riconquistare quella serenità che ho oggi innegabilmente smarrito».

Prima aveva dichiarato che avrebbe affrontato con totale serenità la decisione della Curia, poi questa decisione… e infine ha poi chiesto agli stessi giornalisti ‘un po’ di silenzio‘. Questo suo desiderio, tuttavia, arriva dopo l’incontro avuto con il vescovo di La Spezia, Luigi Ernesto Palletti, per discutere sull’accaduto.

Dalla parte di don Piero Corsi rimane schierato Pontifex, che ha detta di molti, sembra ospitare spesso interventi omofobi e antisemiti. La firma del pezzo è ancora una volta quella dell’editorialista Bruno Volpe: «la Chiesa cattolica ha bisogno di preti come lui (don Piero Corsi). Ma purtroppo, alcune visioni degenerate e personalistiche del Concilio Vaticano II ci propongono vescovi molli, talora imbroglioni e persino bugiardi (lo scriviamo perché in questi anni abbiamo documentato sul nostro blog vari casi). Nessuno di Pontifex ha inneggiato alla violenza sulle donne che ritiene esecrabile e da condannare, come la violenza sugli uomini. Ma occorre dire le cose come stanno. Spesso le donne non sono quegli angeli del focolare che pretendono fare credere, cadono in adulterio, trascurano i doveri della famiglia, vestono in modo indecoroso ed esasperano (lo stesso dicasi per gli uomini)».