La Spezia: sequestro imprenditore Calevo, primo contatto con i rapitori

Tra i rapitori del giovane imprenditore edile, Andrea Calevo, a capo di un’azienda storica del settore, e qualcuno vicino alla sua famiglia, sembra che ci sia stato un primo contatto. E’ quanto è emerso dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova che avrebbe lasciato trapelare che però si è trattato di un contatto molto evanescente e soprattutto privo di una richiesta di riscatto.

La famiglia Calevo ha vivamente smentito e ha sottolineato, attraverso una nota rivolta all’ANSA, la totale mancanza d’informazioni in merito al rapimento del giovane. “Purtroppo al momento non abbiamo notizie sulle sorti di Andrea. Finora non abbiamo avuto contatto alcuno con i rapitori o con qualunque altra persona coinvolta nel sequestro. Per noi è della massima importanza avere informazioni al più presto sul suo stato di salute” ha dichiarato la famiglia davvero preoccupate per le sorti di Andrea.

Intanto un amico della sorella del giovane pare che abbia invece confermato l’avvenuto contatto con i rapitori parlando però di un approccio “non sostanziale”. Nasce quindi un vero e proprio giallo intorno a questo presunto contatto tra la famiglia Calevo e i malviventi che durante una rapina in villa hanno sequestrato il giovane imprenditore.

Intanto continuano le ricerche su Andrea Calevo. Le forze dell’ordine hanno esteso il campo d’indagine anche ad alcuni paesi esteri dato che secondo gli inquirenti a rapire il giovane è stata con molta probabilità una banda dell’est europeo. Sembra che i sequestri di persone ad opera di malviventi provenienti da queste zone avvengano proprio secondo le stesse modalità del rapimento Calevo, attraverso la presa di accordi proprio durante la fase del sequestro. In questo caso i rapitori avevano detto alla madre del giovane prima di portarlo via: “Non ti preoccupare, te lo riportiamo presto“.

La famiglia Calevo: “Siamo fiduciosi nell’operato degli investigatori, preghiamo chiunque abbia informazioni utili di contattare subito i carabinieri.