Napoli asfaltato il Pescara. Eppure…

NAPOLI – Fossero tutte così le partite del Napoli! Tutte come Napoli Pescara, anticipo mattutino della domenica calcistica. Certo, anche contro gli abruzzesi siamo riusciti nell’impresa, quasi titanica, di complicarci per una mezz’oretta la vita. Ma si è trattato di una ‘fase’ tutto sommato breve, e gestita relativamente benino. Nulla a che vedere con le sofferenze allucinanti vissute in altre partite, pur vinte; o peggio ancora di partite, all’esito delle quali la vittoria è sfumata nei modi più sconcertanti e assurdi.

In 15 minuti 4 palle gol, e Napoli avanti 2-0, con le reti di Inler e del solito monumentale Marek Hamsik. La partita si conferma ciò che tutti speriamo sia: un’autentica ‘passeggiata’. Invece amiamo regalarci un po’ di suspence, e con un pizzico di sana follia concediamo alla squadra di Bergodi, priva finanche di alcuni titolari, di dimezzare lo svantaggio. La rete abruzzese porta la firma di tale Bjarnason, giocatore islandese dalla chioma bionda che ricorda vagamente lo svedese dell’Atalanta anni ‘80, Stromberg.

È evidente che la rete della squadra adriatica, e con essa anche qualche rischio corso successivamente, è frutto esclusivamente della disattenzione di una squadra, la nostra, che dopo 15 minuti, considera chiuso il match. Un errore costato quest’anno 4 punti, e che con il Pescara non ci ha danneggiato, solo per l’inconsistenza degli abruzzesi, e per gli effetti positivi della ‘ramanzina’ con cui Mazzarri nell’intervallo ha ‘svegliato’ i suoi ragazzi. È palese che questa squadra, la difesa in particolare, se non concentrata pienamente sul match, rischia di sperperare quanto di buono fatto nelle fasi di gara più ‘esaltanti’. Ovvio che mantenere per 90 minuti la concentrazione e l’attenzione al massimo non sia facile; ma le fasi della partita vanno gestite meglio. Questo forse, al netto della rosa, fa la differenza con una ‘vera’ big.

Nella ripresa, il Napoli asfalta il Pescara. La squadra partenopea scende in campo con il piglio giusto, mettendoci determinazione, ed evitando inutili e dannosi cali di tensione. Il Matador Cavani, in giornata negativa, riesce in una sola azione a guadagnarsi un rigore (giusto), un’espulsione (generosa), e a trasformare dal dischetto. La partita in pratica termina qui. Una partita, che con un Napoli ‘attento’ non sarebbe mai ‘iniziata’. Ancora un Cavani sotto tono trova la zampata vincente per firmare la sua ennesima doppietta personale azzurra, prima che Inler stupisca tutti, realizzando la sua prima doppietta con la nostra maglia. “Manita”, dicono gli iberici. Ma se Cavani, e gli altri fossero stati più lucidi sotto porta, non ne sarebbe bastata una, di manita, per contare le reti. Un po’ come l’8-2 o il 6-0 di ‘vecchi’ Napoli-Pescara, dell’epoca maradoniana.

Vittoria doveva essere, e vittoria facile, agevole è stata. Certo quel gol preso, quei 25 minuti in cui qualcosa si è rischiato andavano evitati, ma la perfezione non ci appartiene! La difesa, che a Cagliari aveva fatto benissimo, ha palesato distrazioni figlie della mancanza di concentrazione, da evitare con squadre più attrezzate del Pescara. A centrocampo, solito entusiasmante Behrami, stratosferico Inler, e non solo per l’improvvisa vena realizzativa. Lo svizzero ha recuperato palloni, li ha smistati con ordine e precisione; in due occasioni, nel fornire due assist non capitalizzati da Cavani e Hamsik, ha ricordato il migliore Pirlo. Mancano gli aggettivi per definire l’ennesima prestazione altisonante di Marek; sulle fasce Mesto ha sostituito dignitosamente Maggio, sulla sinistra Zuniga sufficiente. In avanti a Insigne è mancato il gol dell’ex, ma la prestazione è stata più che soddisfacente; il Matador in una giornata non proprio alla sua altezza realizza una doppietta: insomma come sempre decisivo!

Chiudiamo tornando al ‘desiderio’ espresso ad inizio pagina: davvero vincere sempre così facilmente ci piacerebbe, o le vittorie con l’occhio puntato al cronometro e la mano al petto, sono più ‘ricercate’ ? Una via di mezzo sarebbe la soluzione migliore: qualche vittoria ‘senza storia’, intervallata da qualche vittoria thrilling, purché a non mutare, mai, sia l’esito delle partite del nostro Napoli!