Napoli: Il silenzio degli innocenti

 

E’ il 16 Maggio del 2010 si gioca Sampdoria-Napoli ultima di campionato, una partita che per i partenopei non significa nulla mentre per i blucerchiati può voler dire preliminari di Champions. Il Napoli gioca bene e rischia di andare in vantaggio svariate volte ma un prodigioso Storari nega agli azzurri la gioia del gol, è di Pazzini la rete partita ad inizio ripresa che fissa il risultato finale sull’1-0.

Siamo nel 2011 ed improvvisamente dalla procura di Napoli si viene a sapere che qualcuno ha deciso di svelare il backstage di quella partita. Notizie e nomi si rincorrono tra le pagine dei giornali, l’insicurezza domina la scena partenopea, sino a che un frame alla volta ci viene restituito l’intero film di ciò che è accaduto quel 16 Maggio. La trama ci racconta di un tentativo di combine ad opera di Matteo Gianello (all’epoca dei fatti 3° portiere del Napoli) che su pressione di Silvio Giusti aveva contattato 2 tesserati della squadra partenopea, Gianluca Grava e il capitano Paolo Cannavaro per convincerli a vendere il match salvo poi avere in merito risposta negativa dai due. Gianello confida l’accaduto ad un amico che poi si scoprirà essere un poliziotto infiltrato e per questo viene convocato in procura dove dopo ore e ore di estenuante interrogatorio vuota il sacco, mettendo tutti nei guai.

Passa 1 anno fatto di silenzi e di mezze dichiarazioni, come quella di Mazzarri che definisce Gianello “un giocatore mediocre, un ragazzo leggero, che peraltro si allenava senza impegno”Nell’ambiente partenopeo c’è paura sia per i due tesserati che per il club stesso che per omessa denuncia rischia l’estromissione dalle coppe europee e una penalità. Tra le tante mezze verità però una cosa è sicuramente acclarata, Cannavaro e Grava sono innocenti, anzi per stessa ammissione di Gianello hanno rifiutato categoricamente ogni tentativo di combine, quindi qualunque pena verrà loro comminata sarà solo in relazione al reato di omessa denuncia.

E’ il 10 Dicembre 2012 e la commissione disciplinare respinge il tentativo di patteggiamento avanzato da Gianello dando così il via libera al procuratore federale Stefano Palazzi che avanza le proprie richieste. Per il portiere veronese viene richiesto un periodo di squalifica pari a 3 anni e 3 mesi, per Cannavaro e Grava invece viene richiesta una multa di 45 mila euro ciascuno più un periodo di squalifica pari a 9 mesi, mentre alla S.S.C. Napoli colpevole di responsabilità oggettiva viene comminata una multa pari a 100 mila euro e un punto di penalizzazione. Si attende ora con impazienza la sentenza definitiva, intanto i due tesserati partenopei si preparano alla sfida di domenica contro il Bologna difendendosi dietro “il silenzio degli innocenti” e si augurano che la giustizia faccia il proprio corso senza trascendere nella solita commedia all’Italiana.