Senato, passa la Fiducia al governo, senza i voti del PdL: è caos

Il Senato vota sì alla fiducia posta dal governo sul decreto Sviluppo. La notizia del giorno è però l’astensione dei senatori del PdL. I sì al decreto Sviluppo sono stati 127, 17 i ‘no’ e 23 gli astenuti. Con questo voto il governo Monti perde la maggioranza dell’Aula del Senato.

Ad annunciare la decisione del partito di centrodestra, il capogruppo a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, che nel suo intervento in aula ha dichiarato “Il PdL non parteciperà al voto pur garantendo il numero legale”.

Sulla vicenda interviene, a chiusura dei lavori dell’Aula, il Presidente del Senato, Renato Schifani che parla di “un fatto non indifferente, informerò il presidente della Repubblica”.

Tra il governo dei tecnici e il PdL la tensione è salita dopo che il Ministro dello Sviluppo, Passera si era espresso contro l’eventualità di un ritorno in campo di Berlusconi affermando che “tutto ciò che può solo fare immaginare al resto del mondo, ai nostri partner, che si torna indietro, non è un bene per l’Italia. Dobbiamo dare la sensazione che il Paese vada avanti”.

Parole che hanno suscitato la reazione del senatore PdL, Matteoli “con le sue dichiarazioni contro il leader del maggior partito che gli consente di fare il ministro, Passera ha gettato la maschera dopo innumerevoli tergiversamenti in nome di una sua presunta terzietà. Si candidi con chi vuole, ma abbia il buonsenso di dimettersi“. Matteoli difende il cavaliere  “non ci stiamo a far passare Berlusconi per colui che ha messo in crisi l’Italia” e attacca il governo Monti “in quest’anno di governo dei tecnici di cui Passera è uno dei maggiori esponenti la situazione socioeconomica è nettamente peggiorata”.

Sulla decisione dei senatori del PdL interviene il leghista Calderoli “il governo è morto, bisogna prenderne atto, approvare la legge di stabilità e poi andare subito al voto”. Il senatore della Lega nord vede nella scelta del PdL la “naturale conseguenza del comportamento di questo governo supponente e non rispettoso del Parlamento”.  “Ma – continua Calderoliper adesso hanno solo dato un segnale: Monti invece bisogna mandarlo a casa non solo minacciare”.

Il segretario del Pd, Bersani chiede chiarezza “bisogna capire se si è trattato di una astensione su un voto o di un’astensione politica. Farò il punto della situazione con i capigruppo e stasera si capirà, in un modo o nell’altro se la maggioranza c’è”. La senatrice del Pd, Finocchiaro chiede a Monti “di recarsi al Quirinale, qualora il governo non abbia più la maggioranza che aveva quando si è insediato”.

Parla di “irresponsabilità allo stato puro” il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che attacca “qualcuno ci vuole riportare alla follia di dove eravamo”.

Incertezza e confusione politica che si riflettono sui mercati: in netto rialzo lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, con la forbice tra i due titoli giunta a 324 punti. In calo la borsa di Milano, che perde oltre l’1%.