Silvio Berlusconi: ‘Monti favorisce la sinistra’

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Silvio Berlusconi spara a zero su Mario Monti. L’ex premier rispondendo ai giornalisti che alla stazione di Milano, gli chiedevano se si fosse pentito dell’appoggio dato al professore ha detto “In quel momento c’è stata una vera e propria congiura e noi, vincendo, instaureremo subito una commissione peresaminare quei fatti”.

In una precedente intervista, Silvio Berlusconi aveva attaccato l’accordo elettorale tra Mario Monti e i centristi “Mario Monti ha contraddetto le garanzie che aveva dato all’inizio della sua avventura come presidente del Consiglio al presidente della Repubblica, a me presidente uscente e agli italiani”, anche perché continua il cavaliere, Monti aveva garantito che non avrebbe “approfittato della pubblicità dello stare sul pulpito di questo governo tecnico per poi presentari come protagonista politico. E lo ha fatto con una caduta di credibilità rilevante. Essendo senatore a vita e senza iscriversi alle liste elettorali ma assumendo il ruolo di leader dei partitini di centro. E con un programma scritto dal giuslavorista del Pd Ichino, che ora ha lasciato i democrats: un programma in quasi totale sitonia con quello del partito democratico. Monti ha manifestato così l’intenzione di fare la ruota di scorta al Pd e di continuare quella politica di austerità che ha portato l’Italia in queste condizioni e che purtroppo, secondo la loro sensibilità, dovrebbe essere continuata”. 

Di Montistampella della sinistra “ha parlato anche il segretario del PdL Alfano: “Dietro qualche candidatura moderata si nasconde un disegno di alleanza con la sinistra. Con la salita in campo, ha rinunciato a quel ruolo super partes che gli era stato affidato mettendolo a capo di un governo tecnico sostenuto dalla maggioranza parlamentare e dall’opposizione parlamentare”.

Silvio Berlusconi non ha parlato solo del premier dimissionario, e intervistato da una emittente delle Marche, ha ricordato come negli ultimi 20 anni “metà del tempo abbiamo governato noi, l’altra metà la sinistra, la quale puntualmente distrutto molte delle cose buone che avevamo fatto noi: per dirne una certe riduzioni delle imposte, per dirne un’altra il ponte sullo stretto, e via di questo passo”. Il cavaliere ha ricordato le “40 riforme fatte” dai governi da lui presieduti, nonché  le emergenze affrontate, come quella dei rifiuti a Napoli, e “gli interventi per il terremoto degli Abruzzi, e con quanta differenza rispetto a quello che il Governo dei tecnici ha fatto in Emilia Romagna”.

L’ex premier ha fornito poi la ricetta per uscire dal tunnel, parlando della diminuzione della “imposizione fiscale: oggi le imprese pagano dal 55% al 62% di tasse sui profitti. Bisogna allentare i vincoli che la burocrazia mette intorno alle aziende”.

Sulle prossime elezioni, Berlusconi si è detto “ottimista”, un ottimismo che nascerebbe “da quello che vedo, dai sondaggi, da quello che sento andando in giro a parlare con gli italiani, siamo sulla buona strada per poter risultare vittoriosi, e fare dell’Italia, con una modifica della Costituzione, quello che volevamo fare da sempre: un paese moderno, civile, un paese in cui i cittadini vivano godendo non soltanto del benessere ma godendo di una vera libertà”. Il timore espresso dall’ex premier riguarda l’ astensione “preoccupante quel 50% che sta nell’area del non voto o del voto di protesta, vedi Grillo. Se si continua a restare lì si finisce per consegnare il Paese alla sinistra, che ha nel suo programma una serie di tasse esiziali per l’economia. Gli italiani devono capire che non possono non interessarsi di politica e non votare, perchè in questo caso sarà la politica ad occuparsi degli italiani e dei loro figli”.