Silvio Berlusconi solo contro tutti…

Silvio Berlusconi versus Germania: round 3. Nelle ultime ore tra l’ex premier Berlusconi e la Germania è guerra aperta. Tutto era partito con l’invettiva con cui il Cavaliere ha definito germano-centrica la politica economica del governo Monti. La replica teutonica non si è fatta attendere, con le parole della cancelliera Merkel, che ha precisato che la Germanianon accetterà attacchi durante la campagna elettorale”.

Ma il contrattacco frontale e deciso, arriva dal Ministro delle Finanze tedesco, SchaeubleMonti ha fatto meglio del suo predecessore”, ricordando i “molti successi e i progressi” ottenuti dal governo tecnico.  Wolfgang Schaeuble, classe 1942, politico di vecchio corso, con trascorsi come Ministro degli Interni, una vita spesa nella Cdu, ha ribadito “tutti lo sanno, ma io ripeterò sempre la differenza tra Monti e il suo predecessore”.

Ingerenze tedesche sulla politica di casa nostrana che sicuramente non piaceranno all’area che fa capo all’ex premier. Un’area che a dire il vero sembra assottigliarsi giorno dopo giorno. Indicative in questo senso, le parole del Segretario della Lega Nord, Roberto Maroni che lancia un messaggio all’ex capo dell’Esecutivo “Caro Silvio con te in campo noi non ci stiamo: la Lega non può più sostenerti se mantieni la candidatura a premier”. In un colloquio con Repubblica il numero uno del partito settentrionale spiega “cerco di convincerlo al passo indietro perché se io perdo con lui in campo, noi siamo finiti”. Maroni però dubita sull’effettiva volontà di Silvio Berlusconi di candidarsi “alla fine non credo che si candiderà”, anche perché, ricorda l’ex Ministro degli Interni “nessuno sa leggere i sondaggi meglio di lui, prima o poi si renderà conto che la sua candidatura danneggia anche se stesso”.

Un Berlusconi che appare sempre più isolato anche nel contesto europeo, se anche Joseph Daul  presidente della delegazione del partito popolare europeo (PPE), di cui il PdL è parte integrante, ieri  aveva espresso dubbi circa a conformità tra il pensiero europeista del Cavaliere e l’anima della famiglia cristiano democratica europea.

Attacchi  ‘europei’ a Silvio Berlusconi arrivano anche dal capogruppo dei liberal-democratici al Parlamento europeo, Guy Verhofstadt. Il politico belga nel suo intervento a Strasburgo, alla vigilia del vertice europeo, ha chiesto a Daul l’espulsione di Silvio Berlusconi dal partito “è irragionevole quello che sta succedendo in Italia, c’è uno statuto, va applicato e deve essere espulso”. 

Domenica scorsa, Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, ed ex presidente del gruppo parlamentare dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, aveva tuonato forte “l’Europa ha bisogno di stabilità e Berlusconi è il contrario della stabilità”.

Silvio Berlusconi  appare giunto alla resa dei conti anche all’interno della sua stessa formazione politica. Ore decisive per il PdL, che appare ad un passo dal concludere la sua esperienza. Spirano venti di scissione sul partito nato dalla fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale. In particolare è il mondo proveniente da AN ad apparire in subbuglio e pronto a creare una nuova formazione politica. Nelle prossime ore, le mille nubi che coprono il sentiero del centro-destra potrebbero diradarsi. Staremo a vedere.