Silvio Berlusconi torna in campo e attacca Mario Monti

Silvio Berlusconi torna in pista e attacca Mario Monti. L’ex premier Berlusconi parlando ai cronisti a Milanello, è un fiume in piena “Palazzo Chigi non mi è mai mancato, neanche per un minuto. Ritorno per disperazione a interessarmi della cosa pubblica e lo faccio ancora una volta per senso di responsabilità. Era chiaro che ci volesse un leader riconosciuto, abbiamo cercato un Berlusconi del ’94 e non l’abbiamo trovato, ma non c’era. Entro in gara per vincere”. L’ex Primo Ministro si dice favorevole al voto il prossimo 10 marzo.

Sulla legge elettorale, Silvio Berlusconi si augura “che verrà cambiata. C’è poco tempo ma ce n’è a sufficienza”,  aggiungendo tuttavia di “non sapere con quale legge elettorale si andrà a votare”.

Sulla magistratura, Berlusconi è lapidario “la guardo con grandissimo senso di paura” perché “è onnipotente”.

L’affondo duro lo riserva però al governo tecnico “noi abbiamo dato una prova di grandissima responsabilità e per un anno abbiamo sostenuto questo governo di tecnici sempre dicendo che una politica di austerità su una economia che non cresce fa danni. Danni che sono stati fatti“. Sull’immediato futuro l’ex premier “con senso di responsabilità continueremo ad approvare i provvedimenti che sono già in Parlamento, a partire dalla Finanziaria”. Stoccata finale dedicata alla  politica economica dettata, a suo dire, dalla Germania “l’Italia abbandoni questa condizione germano-centrica voluta da Monti”.

Dal canto suo l’attuale premier Mario Monti si dice “non preoccupato”, poiché “mi sembra una situazione gestibile nella normalità della vita democratica del Paese”. Il professore ricorda come con “una strana coalizione si è ‘usciti’ da una situazione molto grave”, facendo “passi in avanti che altri non hanno fatto”. 

Sul futuro Mario Monti si dice convinto “che qualunque sia il colore del governo che verrà dopo di me, la saggezza degli uomini e delle donne della politica prevarrà“, e “che non ci sarà la tendenza a distruggere quel che è stato fatto in termini di messa in sicurezza delle finanze pubbliche. Resta però enormemente da fare in termini di crescita”. 

Dopo alcuni colloqui telefonici con il Quirinale, Monti è apparso sereno e per nulla scosso dalle voci di crisi scatenate dal PdL “Io vado avanti, continuo a fare il mio lavoro. Porterò il Paese alle elezioni come previsto. Di fatto è cambiato ben poco”.

Il Presidente Napolitano ha illustrato al premier le prossime tappe: tra il 10 e il 17 gennaio lo scioglimento del Parlamento, e il 10 marzo le elezioni. Si tratta di date già, in qualche modo, indicate dal presidente e dal premier una ventina di giorni addietro, tanto da far dire ad uno stretto collaboratore di MontiCiò dimostra che si stratta di una non-crisi o di una crisi fantasma. Anzi, sarebbe meglio parlare di un percorso verso le elezioni ordinato e composto. E sarà questo governo, come previsto, a gestire il Paese fino al voto di marzo”.

Qualche fastidio il professore lo ha però palesato, per le dichiarazioni del suo predecessore Silvio Berlusconi sull’operato del suo governo. Ai suoi collaboratori Monti commentando le parole del cavaliere e di una larga fetta del PdL, avrebbe riferito che  “se non fosse stato per l’azione del mio governo saremmo al default. E chi parla di dati economici disastrosi, dimentica che se sono stati imposti duri sacrifici è perché abbiamo dovuto rispettare gli impegni assunti dal governo Berlusconi”. Si tratta di parole non ufficiali, anche perché il professore intende evitare, in questa fase delicata, di alzare l’asticella della tensione con il maggiore partito di quella che lui stesso ha definito “stana maggioranza”.