Stefano Accorsi e il suo “Furioso Orlando”

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E’ in scena da martedì 18 fino a domenica 23 dicembre al Teatro Nuovo di Napoli il Furioso Orlando ‘ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante’, un adattamento teatrale dell’Orlando Furioso (Ariosto) di Marco Baliani. Interpretato da Stefano Accorsi con Nina Savary, l’opera ripropone la storia del poema originale: l’amore e l’inseguimento di Orlando della bella Angelica e sullo sfondo una guerra religiosa che mette in movimento paladini e cavalieri.

Una particolare riproposizione teatrale del poema di Ariosto quella di Marco Baliani: un’opera rovesciata (come il titolo Furioso Orlando), che vuole ripercorrere le tracce lasciate da Angelica sul suo cammino, le quali portano il protagonista ad una gelosia talmente furiosa da sfociare nella pazzia. Due soli attori in scena, una scenografia essenziale fatta di soli strumenti musicali, un pianoforte, una chitarra, una fisarmonica e vari espedienti che ricreano suoni ambientali, rime in italiano antico che raccontano e commentano la storia di Orlando, abiti medievali, luci policrome che cambiano a seconda dei sentimenti del protagonista. Una sorta di monologo unico, senza alcuna pausa, dell’attore Stefano Accorsi, il quale diventa un “cantastorie” che di volta in volta entra magistralmente nel corpo di un personaggio ariostesco (Orlando, Astolfo, Bradamente, Ruggiero e anche la stessa Angelica) citandone i versi e subendo delle vere e proprie metamorfosi. Le uniche interruzioni sono quelle dell’altra attrice in scena, Nina Savary, la quale gli fa da spalla, da accompagnamento musicale e soprattutto da “grillo parlante”, capace di rappresentare il cuore e il cervello delle donne e di sfidare con orgoglio tutto femminile il mondo dominato dagli uomini dell’Orlando Furioso.

Una rappresentazione teatrale che rievoca i ricordi liceali di letteratura italiana e che lascia lo spettatore proprio con la voglia di recuperarli, di andare a rileggere con un nuovo sguardo le avventure dell’Orlando prima innamorato e poi furioso: un suggerimento dato peraltro nell’ultima battuta recitata sul palco.