Valentina De’ Mathà e i suoi “Corpi Rossi” alla D.A.F.N.A.

Ieri, martedì 12 dicembre dalle 18.30, Valentina De’ Mathà, vestita in rosso fuoco, ha inaugurato con un Vernissage la sua mostra Corpi Rossi, in una scelta a cura di Maria Savarese. La location è la D.A.F.N.A. Home Gallery diretta da Danilo Ambrosino e Anna Fresa: una Galleria d’Arte nel cuore di Napoli (a Via S. Teresa degli scalzi), che ha selezionato personalmente la giovane artista, già vincitrice e finalista di svariati premi internazionali, primo tra tutti il Premio Speciale “Mostre Personali” al 6° Premio Internazionale Arte Laguna (al quale ha partecipato con l’installazione intitolata L’Uomo che Piantava gli Alberi, progetto tratto dall’omonimo racconto di Jean Giono).

Alla D.A.F.N.A. Home Gallery dal 13 dicembre 2012 al 13 febbraio 2013 saranno in mostra i suoi Corpi Rossi: dieci lavori, di cui nove acquerelli (tre di dimensione grande, uno medio e cinque piccoli) ed un’installazione a parete in carta nepalese, intitolata Untitled#09. Il lavoro della De’ Mathà intende indagare ed interrogarsi sul comportamento dell’uomo di fronte l’imprevedibilità degli eventi ineluttabili o da lui stesso causati, con particolare attenzione alla sua instabilità emotiva. I corpi sono rappresentati sempre senza testa e con ventri gonfi poiché “sono come degli involucri che racchiudono una miriade di informazioni e di input, come degli Haiku che concentrano un’infinità di significati attraverso un procedimento formale apparentemente essenziale.[…] Queste gestazioni sono semplicemente la cristallizzazione di un processo, e dire qualcosa intorno all’anima è dire qualcosa di profondo sul corpo”.  Sceglie in prevalenza la pittura, la forma d’arte che, come lei stessa dichiara, “non riesce a farmi essere totalmente distaccata perché mi destabilizza e, contemporaneamente, mi rende fortemente energica. E’ la parte più ‘animale’ di me e attraverso la quale mi guardo allo specchio”. Valentina De’ Mathà dà forma alle linee dei corpi e alla loro carne, al loro sangue, attraverso l’uso dei colori Perylene Maroon e Rosso d’Oriente e attraverso la carta Nepalese, che con le sue striature è capace di simulare la pelle del corpo umano, è la rappresentazione tridimensionale di tutto ciò che è stato rappresentato con l’acquerello.

Valentina De’ Mathà nasce ad Avezzano nel 1981; in seguito si sposta a Roma per studiare Scienze della Moda e del Costume presso l’Università La Sapienza e contemporaneamente, con il regista Stefano Chiantini, studia anche Sceneggiatura Cinematografica. Si trasferisce poi in Svizzera, dove attualmente vive e lavora. Il suo lavoro spazia dalla fotografia alla scultura, dalla pittura al video e all’installazione. Ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali; Research in art 2011, Premio Speciale Amy-d Arte Spazio e Dafna Home Gallery; e ha collaborato in vari progetti con diversi artisti, come un mediometraggio con protagonista Mark Richardson degli Skunk Anansie.