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Monte dei Paschi di Siena: indagini giudiziarie e scontro politico

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Il caso Monte dei Paschi di Siena tiene ancora banco nello scenario politico e giudiziario nazionale. Su quest’ultimo versante si registra in giornata, la decisione della procura di Roma, di aprire un fascicolo contro ignoti per manipolazione del mercato. In una nota firmata  dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Nello Rossi, si legge “A seguito della presentazione di denunce e di esposti da parte del Codacons e di cittadini in ordine alla situazione del Monte dei Paschi di Siena la procura della Repubblica di Roma ha aperto un procedimento contro ignoti per il reato di manipolazione del mercato e per altre ipotesi di reato”. L’indagine annunciata nel pomeriggio, dalla procura capitolina, segue quelle in corso a Trani, sempre contro ignoti, per omessa vigilanza da parte di Bankitalia e Consob, e le due indagini senesi, una  per truffa legata a strumenti strutturati, e l’altra per presunte tangenti per Antonveneta.

Proprio in giornata i giudici della città toscana hanno ascoltato  il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, l’istituto per le Opere di Religione con sede in Vaticano.  Ascoltato in procura, come persona informata dei fatti anche Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps.

Accanto agli scenari giudiziari, sulla vicenda della banca senese, coinvolta in uno scandalo politico-finanziario, nato da contratti strutturati che hanno provocato almeno 720 milioni di euro in perdite, si susseguono le dichiarazioni politiche.

Il premier dimissionario Mario Monti,  in una nota scrive “Sono stato accusato in passato di presiedere un governo di banchieri. Ricordo solo che il decreto Salva Italia, voluto dal nostro governo, ha vietato le presenze incrociate nei consigli di amministrazione di banche e compagnie di assicurazioni concorrenti. Sono anche questi intrecci di persone a generare i conflitti di interesse, le distorsioni al mercato e i danni al sistema finanziario. La nostra misura è stata una scelta coraggiosa e apprezzata all’estero, che migliora la concorrenza del mercato, a vantaggio dei cittadini. Un provvedimento che non può certamente essere etichettato come un favore ai ‘salotti buoni’ della finanza, anzi è un primo passo concreto e importante per arginare la commistione tra politica e finanza, che ho già definito una brutta bestia”. Il documento del candidato centrista si conclude con un deciso “Per il bene di tutti, dobbiamo tenere i partiti lontani dalla gestione delle banche”.

Angelino Alfano, segretario del PdL ha sottolineato ancora una volta gli intrecci tra la banca senese e il Pd. Stamane ospite di Uno Mattina, l’ex Guardasigilli ha detto “C‘è il rischio che una banca che esiste da 500 anni venga rasa al suolo in 5 anni. È possibile sapere di chi siano le colpe?”. Alfano ha ricordato che “c’è una responsabilità giudiziaria e compete alla magistratura accertarla, e c‘è la responsabilità politica, perché questa è l’unica banca italiana che senza troppi salti è controllata dalla stessa area politica da decenni, prima il Pci, poi i Ds e poi il Pd. Sono loro che fanno le nomine. Per noi è inaccettabile che il Pd faccia lo gnorri, come se avesse visto la scena dal balcone”, per cui ha affermato il politico siciliano “non possiamo affidare solo alla magistratura l’accertamento di quello che è successo, c‘è una responsabilità politica evidente”.

Sulla vicenda non risparmia accuse Ingroia, il candidato premier di Rivoluzione Civile, afferma “È difficile non rilevare come il Pd non sia stato estraneo in passato alla gestione del Mps e che non sia rimasto estraneo a quell’intreccio tra politica e affari che ha determinato il fatto che un certo tipo di gestione disinvolta sia sfuggita ai controlli. Su questo si deve voltare pagina”.

Non manca l’affondo di Beppe Grillo, che sul suo blog attacca “Mussari non conosce Bersani, D’Alema o Veltroni, Mussari non ha simpatie politiche, Mussari è stato eletto presidente del Monte dei Paschi di Siena all’insaputa del pdmenoelle, Mussari ha comprato Antonveneta all’insaputa del pdmenoelle, Mussari è stato eletto presidente dell’ABI senza alcun sostegno del pdmenoelle. Però, nel 2011, l’ex presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e il suo vice Ernesto Rabizzi donarono 149 mila euro al pdmenoelle di Siena come finanziamento privato. Questione di feeling…”.

La risposta del Pd, agli attacchi provenienti da tutti i fronti, non si è fatta attendere. Il segretario del partito del centrosinistra, Bersani avverte la stampa di destra “attenzione, non siamo mammolette, non pensino di fare i “picchiatori”. A nessuno è consentito di sfregiare il buon nome del Pd”.

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