HomegossipRocco Siffredi: "Preferisco le donne normali, anche brutte"

Rocco Siffredi: “Preferisco le donne normali, anche brutte”

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rocco-siffrediRocco Siffredi, reduce dal successo ottenuto sul palco dell’Ariston al fianco di Elio e Le storie tese durante la serata dedicata a ‘Sanremo Story’, ha rilasciato un’intervista a ‘Vanity Fair‘, dove ha dichiarato la sua preferenza per le donne brutte, ecco perché: “Le belle a volte sembra che ti stiano quasi facendo un favore. Preferisco le donne più normali, anche brutte: mi piace la sincerità nei loro occhi, e apprezzano di più”.

Quando viene chiesto a Rocco Siffredi chi sia stata la migliore in assoluto, il pornodivo risponde “Moana. Non ne avremo un’altra. L’ho vista un mese prima che morisse, in un ristorante. Era sorretta dal marito e dal produttore. Occhiali neri, pelle e ossa. Quando è uscita mi ha fatto ciao con la mano. Poi il proprietario del ristorante mi ha detto: Avrebbe voluto abbracciarti ma non si reggeva in piedi. Le dispiace che tu l’abbia vista così”.

Il pornodivo, confessa il suo amore per la moglie, Rosa, raccontando il periodo in cui smise di recitare passando dietro la macchina da presa: “Avevo pensato di fermarmi perché i miei figli erano piccoli, non volevo che il mio lavoro fosse un problema per loro durante l’adolescenza. Invece a 42 anni andavo a mignotte tutti i giorni, ero come un tossico, avevo bisogno di carne. Poi tornavo a casa, trovavo una famiglia bellissima, mi guardavo allo specchio e mi chiedevo: perché sono così merda?”. Rocco, quindi, decide di parlarne con sua moglie: Io le ho confessato le mille donne che avevo pagato in quel periodo. Abbiamo iniziato a parlarne, e questo ci ha unito. Le ho raccontato che non mi riconoscevo più nel Rocco che di colpo era diventato il bravo ragazzo. Il mio peggior difetto è che mi dispiace deludere”.

Rocco aggiunge:Il sesso nei film porno non è legato ai sentimenti che provo per mia moglie. Non volevo un’amante, ne potevo avere un sacco, anche famose. Avevo solo bisogno di sfogarmi per salvare il nostro rapporto. Lei mi ha proposto di parlarne con uno psicologo, ma non ho voluto. Noi abruzzesi pensiamo sempre di riuscire a cavarcela da soli. Alla fine sono arrivato a una conclusione: c’è qualcosa che non va in me, qualcosa di molto negativo, ma probabilmente non lo voglio vedere perché è poi quello che mi dà la possibilità di essere chi sono. Rosa mi ha capito, e mi ha incoraggiato a riprendere a girare film. Mi ha detto: ‘Se avevi smesso per me, non ti preoccupare. Preferisco saperti al lavoro che vederti tornare a casa in preda ai sensi di colpa’. Io sono rinato”.

Alla domanda di ‘Vanity Fair‘ “Come fa sua moglie ad accettare questo?”, Rocco Siffredi risponde: “È una domanda che mi fanno solo in Italia. La risposta è: è intelligente. In Ungheria, dove vivo, c’è una mentalità molto più aperta. Quando ho iniziato a fare film, mia sorella e mio fratello hanno reagito molto male: chi non mi faceva toccare il figlio, chi non mi parlava più… Ora hanno capito. L’unica persona per cui avrei smesso era mia madre. Ma non me l’avrebbe mai chiesto”. Quando gli viene chiesto cosa farebbe nell’eventualità in cui i figli decidessero di seguire anche loro porno attori, Siffredi spiega che “Il più grande non credo proprio. È fidanzato, molto serio, critica la mamma sugli abiti sexy! Il più piccolo, nel caso, avrebbe un buon maestro. Ma se lo facesse solo per imitarmi, o perché non sa che fare, cercherei di fermarlo”.

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