Damiano Damiani, regista de ‘La Piovra’, è morto

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damianoPassionale e curioso, è morto ieri Damiano Damiani, all’età di 90 anni. Il regista dell’amata serie tv ‘La Piovra’, è deceduto per insufficienza respiratoria nella sua casa a Roma, dove da molti anni si era ritirato. Una carriera davvero lunga e invidiabile.

Ripercorriamo insieme la carriera di Damiano Damiani: gli anni ’60 sono il decennio migliore per il regista e nel 1960 esce il suo primo film ‘Il rossetto’, in cui fa recitare Pietro Germi. Nel 1962 Cesare Zavattini lo affianca nell’adattamento de ‘L’Isola di Arturo’ di Elsa Morante; l’anno successivo nasce l’adattamento con Tonino Guerra de ‘La Noia’ di Alberto Moravia. Nel 1968 mostra un tipo di cinema civile nel film ‘Il giorno della civetta’, tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia, con Claudia Cardinale e Franco Nero. Inizia poi a cimentarsi nello stile Spaghetti Western, con il film Quién sabe?. Nel 1972 è il regista di un film molto impegnato ‘Girolimoni, il mostro di Roma’ con Nino Manfredi. Nel ’70 è il regista del film d’esordio di Ornella Muti: ‘La moglie più bella’. Negli anni 80 inizia il successo con ‘La Piovra’, in cui il protagonista è il commissario Cattani, il grande attore Michele Placido. Nel 1986 firma ‘L’inchiesta’, che indaga sulla morte di Gesù da una sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico. In tv e’ regista del ‘Treno di Lenin’, ‘L’uomo di rispetto’, ‘Una bambina di troppo’ e ‘Ama il tuo nemico’. Circa dieci anni fa il suo ritiro dalle scene anche per dedicarsi al segreto amore per la pittura.

Michele Placido si è così espresso: “Lo dico con il cuore e con le lacrime agli occhi: io a Damiano Damiani gli devo tutto. Non sarei diventato quello che sono adesso, Damiano mi ha fatto conoscere non solo in Italia ma nel mondo perché La Piovra l’hanno vista e amata ovunque. Ha reso il personaggio del commissario Cattani il simbolo universale della lotta alla mafia e ancora oggi vivo di quella gloria”. I ricordi e le parole per questo regista, che ha iniziato la storia del cinema insieme a grandi nomi come Lattuada, Olmi e Comencini, sono davvero infinite e ancora dichiara: “Abbiamo lavorato insieme tante volte e frequentato tante serate. E’ stato un regista che mi ha formato più di tutti, mi ha fatto amare il cinema americano più di quanto lo amassi, è stato per me una grande scuola, un maestro vero. Ci conoscemmo sul set di ‘Un uomo in ginocchio’. Lì mi propose di fare una fiction per la Rai, una cosa nuova, un commissario diverso e mi scelse preferendomi ad altri, pur non avendo il fisico dell’eroe. La Piovra è stato un film capolavoro per la tv e ancora oggi sono in giro i suoi succedanei, ma quando Damiani da integralista qual’era capì che dopo quella prima edizione di denuncia ne sarebbero seguite altre, sull’onda del successo, meno potenti riuscì a dire di no, rimproverandomi per anni di essere rimasto il commissario Cattani”.

 

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