Getta bimbo dopo il parto, assessore: “pena di morte per la madre”

CronacaGetta bimbo dopo il parto, assessore: "pena di morte per la madre"

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Partorisce e getta il bimbo in un cassonetto a Roma. Il piccolo è morto e la madre è sotto accusa. L’Assessore di Cremona invoca per la donna la pena di morte mentre su Facebook è scoppiata la rivolta.

Sarà che in questo momento vedo le cose con una sensibilità superiore, ma a quella donna che ha partorito il suo bambino e lo ha gettato tra i rifiuti, uccidendolo, riserverei lo stesso trattamento. Quindi, con la stessa fine!». È quanto ha scritto su Facebook, l’assessore provinciale alla Cultura, di Cremona, Chiara Capelletti, che ha commentato sul web il caso della giovane venticinquenne romana che pochi giorni fa ha gettato il figlio, appena partorito, in un cassonetto, causandone la morte.

Una storia a dir poco agghiacciante quella di questa giovane donna che dopo aver vagato per 20 ore per le strade della capitale con il neonato appena partorito nella borsa, ha abbandonato il figlio tra i rifiuti prima di entrare nell’ospedale romano di San Camillo dove si è recata a causa di un’emorragia. E’ stata la stessa donna a rivelare ai medici quanto aveva fatto. Purtroppo all’arrivo dei soccorsi il piccolo era già morto. Fioccano intanto i commenti in merito al triste accaduto. Molte in particolare sono state le reazioni che ha suscitato l’incisiva condanna rivolta alla giovane madre da parte dell’assessore di Cremona. “Come credente, prego per l’anima di quel bimbo e per l’anima di quella madre. Bisogna saper perdonare, come insegnava Giovanni Paolo II e insegnava Benedetto XVI. Chi non fa la scelta soggettiva di perdonare è perché odia, odia se stesso, odia la propria vita. E l’odio distrugge l’amore. Perdonare, perdonare, perdonare“. Questo è quanto ha affermato, in risposta all’assessore, Michele Aglio, autore del libro ‘A,Medeò: la sindrome di Medea, la madre che uccide i figli, dedicato proprio a questa tematica. Laura Carlino, ex consigliere del PdL ha, invece, dichiarato senza mezzi termini: “Il perdono è una scelta soggettiva che prescinde dalla punizione per il delitto commesso. Se fanno fuori tuo fratello, sei libero di perdonare l’assassino, ma ti opporrai anche alla punizione? In questo caso, poi, la punizione dovrebbe essere esemplare, Il vostro buonismo è quello che porta i delinquenti a uscire di galera dopo due giorni. Basta, basta. e io sono una persona umana, ci penserà Dio a perdonare“.

 

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