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I Marò restano in Italia, le proteste dell’India

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++ INDIA: MARO'; IN TRIBUNALE A KOCHI, NUOVA UDIENZA 18/6 ++

I due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati dell’uccisione di due pescatori indiani mentre erano in servizio anti-pirateria nella regione del Kerala, non rientreranno in India dopo la licenza speciale concessa dalla Corte Suprema indiana per consentire ai due fucilieri di votare alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Già per le vacanze di Natale era stato dato un permesso ai due marò. Allora l’Italia pagò una cauzione e i due fucilieri rientrarono con un paio di giorni d’anticipo sulla data ultima. Stavolta non sarà così.

ITALIA – La decisione maturata già da tempo, comunicata a New Delhi dall’ambasciatore Daniele Mancini al governo indiano, è stata comunque una sorpresa per l’India. Secondo il ministro degli Esteri Giulio Terzi è stato «violato il diritto internazionale, c’è una controversia ma la giurisdizione è nostra».
L’Italia ora propone di risolvere la controversia con un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria. La novità, rispetto all’epoca del primo permesso, è che l’India non avrebbe risposto alla richiesta di cercare congiuntamente con il nostro paese una soluzione diplomatica e che quindi il governo italiano ritiene che sussista una controversia.

INDIA – L’India protesta, i media gridano al tradimento e il premier indiano Manmohan Singh ha definito «inaccettabile» la decisione del governo italiano di non far rientrare in India i due marò, mentre il ministro degli Esteri, Salman Khurshid, ha fatto sapere che risponderà solo dopo avere letto la lettera mandata dal governo italiano.
L’associazione di categoria dei pescatori guidata da T. Peter ha annunciato oggi una manifestazione pubblica in cui saranno bruciate le immagini dei due marò.

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