Napoli, Spot Clendy istiga al femminicidio? La Fornero lo fa rimuovere

CulturaNapoli, Spot Clendy istiga al femminicidio? La Fornero lo fa rimuovere

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Uno spot dal sapore amaro, soprattutto in un periodo in cui i media cercando di sensibilizzare il cittadino sull’orrore del femminicidio, è stato realizzato a Napoli, nel comune di Casoria: che sia stato involontario o meno, l’idea e il messaggio che l’azienda ha voluto trasmettere non è piaciuto a chi ci ha visto un’istigazione alla violenza sulle donne. Per questo motivo il ministro per le pari opportunità, Elsa Fornero, ha disposto l’immediata rimozione dei cartelloni pubblicitari nella città partenopea.

Lo Spot Clandy, dunque, è finito nell’occhio del mirino. Si tratta di uno ‘straccio magico‘ capace di eliminare ‘tutte le tracce‘. Un uomo di bella presenza stringe fra le mani uno di questi stracci, mentre dietro di se, su di un letto, giace una donna morta. Così il ministro Elsa Fornero ha: «immediatamente provveduto a chiedere all’Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria il ritiro della pubblicità dello ‘straccio magico’ visibile nei cartelloni affissi nelle strade della città di Napoli.  […] pubblicità siffatte, che prendono spunto dal drammatico fenomeno del ‘femminicidio’, oltre a svilire l’immagine della donna, istigano ad ingiustificati e gravissimi comportamenti violenti. L’attenzione per le donne ed i loro diritti – conclude il Ministro Fornero – passa anche attraverso una pubblicità corretta che non svilisca la loro dignità».

L’azienda coinvolta quindi ritira i manifesti: «Nel rispetto di quanti hanno colto un messaggio offensivo nella campagna pubblicitaria, certamente di natura involontaria e in ottemperanza a quanto disposto dal Comitato di Controllo dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, provvederemo all’immediata rimozione di tutti i manifesti pubblicitari affissi».

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Tuttavia Stefano Antonelli, consulente marketing dell’azienda, sente il bisogno di dire la sua (tramite il Corriere del Mezzogiorno), ed è giusto riportare anche il suo punto di vista: «Siamo dinanzi alla classica tempesta in un bicchiere d’acqua. C’è stata una lettura distorta del messaggio. Certo è che non c’è alcuna ispirazione al femminicidio: chi lo afferma lo fa in maniera davvero impropria». «La ditta – spiega – voleva far leva sull’ironia del messaggio: sul manifesto si vantano le doti del nuovo prodotto che, assicura, “ammazza” lo sporco. Ci dispiace che ci sia stato questo clamore mediatico – aggiunge Antonelli – è semplicemente un messaggio pubblicitario, come tanti altri, che serve a richiamare l’attenzione. Nessun intento offensivo verso le donne, come dimostra anche la doppia versione del manifesto (con il cadavere di un uomo e l’«assassina» con lo strofinaccio, ndr). Anzi da ieri sera siamo noi ad essere oggetto di messaggi offensivi».

Sempre il Corriere del Mezzogiorno dà l’opportunità di replica all’Assessore comunale Pina Tommasielli: «Questo spot è per noi è inaccettabile, soprattutto per un’amministrazione che ha deciso di costituirsi parte civile in tutti i processi che vedono le donne vittime di violenza. Per questo come assessore alle Pari Opportunità ho convocato, già questa mattina, i responsabili dell’Elpis (società comunale incaricata delle affissioni, ndr) per valutare criticamente il contenuto del manifesto per disporne l’eventuale rimozione, così come previsto dalla delibera comunale».

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