Napoli: indagini e sequestri per il disastro ambientale a Bagnoli

CronacaNapoli: indagini e sequestri per il disastro ambientale a Bagnoli

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NAPOLI (BAGNOLI)– Le aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit sono state sequestrate dai Carabinieri in seguito ad un’indagine della Procura di Napoli, secondo la quale sarebbero causa di un disastro ambientale. Sono indagati 21 ex dirigenti della società Bagnoli Futura e di vari enti locali, cioè coloro che si sono occupati della bonifica dell’area. Quest’ultima è costata 107 milioni di euro, ma è stata effettuata solo virtualmente e avrebbe addirittura aggravato la già difficile situazione ambientale: gli esami tecnici disposti dagli inquirenti hanno accertato un notevole inquinamento dell’area – “Ha comportato una miscelazione dei pericolosi inquinanti su tutta l’area oggetto della bonifica con aggravamento dell’inquinamento dei suoli rispetto allo stato pre-bonifica”.

I reati sarebbero: disastro ambientale, truffa ai danni dello stato, falso in merito alle certificazioni di analisi e alle attestazioni di avvenuta bonifica, miscelazione di rifiuti industriali in seguito all’interramento di rifiuti industriali nell’area del Parco dello Sport e favoreggiamento reale.

Tra gli indagati spiccano i nomi di 2 ex vice-sindaci di Napoli: Sabatino Santangelo, presidente della Bagnoli futura fino al 2006, e Rocco Papa, presidente della Bagnoli futura dal 2006 al 2010. Indagati anche Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente; Carlo Borgomeo, direttore generale della Bagnolifutura dal 2002 al 2007; Mario Hubler, direttore generale e legale rappresentante rappresentante della Bagnoli futura dal 2007 al 2012; Gianfranco Caligiuri, direttore tecnico della Bagnolifutura e responsabile della pianificazione e dello svolgimento della bonifica; Alfonso De Nardo, dirigente del Dipartimento provinciale dell’Arpac di Napoli dal 2005 al 2010.

Secondo il Pm Stefania Buda con il coordinamento dei procuratori aggiunti Francesco Greco e Nunzio Fraiasso, “tutti gli enti pubblici istituzionalmente preposti al controllo dell’attività di bonifica, quali Arpac, Comune e Provincia di Napoli, si sono venuti a trovare in un contesto generalizzato di conflitto d’interesse“. 

Il gip del capoluogo campano ha disposto “un dettagliato piano di interventi finalizzato a un’adeguata bonifica e messa in sicurezza” delle aree sequestrate. Lo si rileva da una nota della Procura della Repubblica di Napoli.

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