USA, LIBIA – Mentre assistiamo all’indecoroso spettacolo proposto dalla nuova e vecchia classe politica, l’Italia rischia di ritrovarsi in prima linea per un nuovo intervento armato contro la Libia. La notizia è stata riportata dal “Giornale”, che in un articolo afferma che gli americani sono pronti, ed hanno messo in allerta le loro basi presenti in Spagna ed Italia. In prospettiva si prevede anche un’eventuale evacuazione del personale diplomatico dell’ambasciata a Tripoli.
Gli Usa temevano che già la scorsa settimana in Libia fosse possibile il verificarsi di un golpe fondamentalista islamico.
I rischi sono quelli di sempre, come il caso dell’’autobomba esplosa il 23 aprile davanti all’ambasciata francese. Per evitare ulteriori e gravi sorprese, si è saputo che è stata allertata la Forza di reazione rapida dei marines, oltre ad un’unità per le operazioni speciali dislocate nelle basi Usa in Spagna e Italia. Notizie che sono state rivelate al Washington Post una fonte anonima del Pentagono, come riporta il Giornale. L’allarme rosso è previsto per la base Naval air station di Sigonella, dove sono presenti i Navy Seal, i distaccamenti dei corpi speciali della Marina che hanno ucciso Osama bin Laden.
Questi reparti sarebbero utilizzati per operazioni speciali da lanciare in Libia se l’ambasciata o interessi strategici Usa fossero attaccati. Intanto, stando alle informazioni trapelate, alla base di Sigonella sono schierati a rotazione anche i Global Hawk, i droni strategici a lungo raggio.
Le truppe d’intervento americane sul fronte libico sono composte dalla Forza di reazione rapida dei Marines: 500 uomini dislocati a Moròn, in Spagna. Quest’unità dispone di velivoli di trasporto C 130 per imbarcare gli evacuati e pure l’ibrido aereo-elicottero MV22-Osprey, utilizzato in Afghanistan.
Stando alle notizie riportate dai corrispondenti esteri, a Tripoli la situazione era incandescente, mentre le milizie hanno circondato i ministeri degli Esteri, in modo da attuare un’epurazione nei confronti dei funzionari che hanno avuto legami con il regime di Gheddafi. Domenica il parlamento libico, su pressione di Misurata e dei Fratelli musulmani, ha approvato la legge sull’isolamento,e in teoria decimerà il nuovo potere in Libia. Si presume che il presidente Mohammed al-Megarif, il primo ministro Ali Zidan, , Mahmoud Jibril, oltre che i ministri degli Esteri, della Difesa e altri dicasteri importanti dovrebbero venir estromessi. La transizione bloccata porta a un vuoto di potere, che lascia spazio agli estremisti islamici e ai nostalgici di Gheddafi, con l’obiettivo di cerare nuova instabilità e caos.

