Nuova Sars: che cos’è e come prevenirla

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La nuova Sars è arrivata anche in Italia, dove sono tre i casi al momento registrati: un cittadino straniero rientrato da un viaggio in Giordania, una bambina di un paio di anni e una collega, entrambe venute a stretto contatto con lui. Messi sotto controllo e in isolamento all’ospedale di Careggi, tutti i pazienti non desterebbero preoccupazioni. Le persone controllate crescono a raggiera per prevenire nuovi casi di Mers, cioè individui contagiati dal coronavirus.

La nuova Sars, come è stata ribattezzata in Italia l’infezione da coronavirus MERS-CoV ( Middle East respiratory syndrome coronavirus) è un virus che le autorità sanitarie mondiali considerano un pericolo da non sottovalutare assolutamente. I coronavirus sono una sottofamiglia virale che attacca le vie respiratorie e il tratto gastrointestinale di mammiferi e uccelli, non tutti sono pericolosi per l’uomo. Il nome deriva dalla “corona” circolare che sembra avvolgerli quando osservati al microscopio. Fu un particolare coronavirusche nel 2003 fu la causa dell’epidemia di SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome, sindrome respiratoria acuta grave), una forma di polmonite atipica che esplose in Cina diffondendosi poi in altri 16 Paesi (non in Italia), infettando più di 8.000 persone e mietendo 772 vittime. Erano dieci anni che non si verificavano nuovi casi, ma il virus non può considerarsi debellato, e non esiste ancora un vaccino efficace.

Come precisa il Ministero della Salute, pur non conoscendo le esatte modalità di trasmissione del virus le misure più adeguate per evitarne la diffusione sembrerebbero essere quelle da adottare in caso di influenza.
Ecco quindi che cosa raccomanda il ministero sul proprio sito:

La trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, idroplet nuclei,ma anche per per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.
Per questo, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo nel limitare la diffusione dell’influenza. Recentemente il CDC Europeo ha valutato le evidenze sulle misure di protezione personali (non-farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, ed ha raccomandato le seguenti azioni:

– Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici) – Fortemente raccomandato

– Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani) Raccomandato

– Isolamento volontario a casa di delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale Raccomandato

– Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologie influenzali , quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali) – Raccomandato.

Tali misure si aggiungono a quelle basate sui presidi farmaceutici (vaccinazioni e uso di antivirali).
Una campagna di comunicazione sulla prevenzione dell’influenza potrà quindi includere informazioni sulle misure non farmaceutiche.
Come sopra riportato, tra i messaggi da privilegiare vi sono l’igiene respiratoria (contenimento degli starnuti, dei colpi di tosse, con la protezione della mano o di un fazzoletto, evitando contatti ravvicinati se ci si sente influenzati).
Un gesto semplice, ed economico, come il lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, costituisce un rimedio utile per ridurre la diffusione dei virus influenzali, così come di altri agenti infettivi.
Sebbene tale gesto sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali.
Altri messaggi dovrebbero essere indirizzati ad informare la popolazione che è bene evitare di recarsi al lavoro, se si è affetti da una sintomatologia influenzale confermata dal medico curante, per evitare di contribuire alla diffusione del contagio.

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