Emanuela Orlandi: ‘Il Papa deve aiutarci’. Il rammarico di Pietro

CronacaEmanuela Orlandi: 'Il Papa deve aiutarci'. Il rammarico di Pietro

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OMICIDIO EMANUELA ORLANDI – Pietro Orlandi esterna tutto il suo disappunto per la mancata udienza con Papa Francesco. Al settimanale ‘Giallo’ racconta quanto sia difficile poter parlare con lui:

Fatemi parlare con Papa Francesco. Ho fatto quattro richieste di incontro da quando è stato eletto Pontefice, ma non mi è mai stata data nessuna risposta. Sono rammaricato perché noto che è molto disponibile con tutti.

Pietro Orlandi è il fratello di Emanuela, scomparsa da Roma il 22 giugno del 1983, che alla luce di alcune confessioni, come quelle di Ali Agca, si fa sempre più viva la speranza che finalmente possa riabbracciare la sua sorella. L’uomo dichiara:

Recentemente il Pontefice ha telefonato a normali cittadini. Lui sa bene che proprio a due passi da casa sua c’è una famiglia che ancora oggi dopo trent’anni vive un dramma. Perché non dice una parola a mia madre che soffre tantissimo per la scomparsa di Emanuela. Io, però, confido in una sua risposta. Se non vuole rispondere, che almeno ci dia un cenno sulla vicenda di mia sorella. Il Vaticano  deve aiutarci: Emanuela è cittadina vaticana. Proprio per questa ragione mi sono rivolto al Papa. Se mia sorella fosse stata cittadina francese avrei chiesto un incontro con il presidente della Francia

Continua Pietro Orlandi che da 30 anni non si è mai dato per vinto:

Ho consegnato all’allora Segretario di Stato una petizione sottoscritta da centocinquantamila persone, che chiedono a gran voce l’apertura di un’inchiesta interna. Ma sembra quasi che ogni volta che si parla di Emanuela, lo stato Vaticano preferisca prendere le distanza. Padre Lombardi, portavoce del Papa, in un’occasione, facendo riferimento al caso di mia sorella, ha detto: ‘Emanuela è una delle tante ragazze che sono scomparse’. Beh, voglio ricordare a Padre Lombardi che Emanuela è l’unica ragazza a essere scomparsa dallo Stato Vaticano. Per questo il Vaticano dovrebbe occuparsene. Forse non lo fa in considerazione della gravità di quanto accaduto. Io chiedo semplicemente collaborazione. Ci aiutino a capire cosa accadde trent’anni fa. Mettano a disposizione le telefonate che, attraverso una linea riservata, furono fatte al cardinale Casaroli dal telefonista presunto rapitore di Emanuela. Quelle telefonato non sono mai state fornite agli inquirenti italiani.

Le cose in Vaticano sono cambiate e attualmente il nuovo segretario di stato è Piero Paroli. Prosegue il fratello di Emanuela:

E’ mia intenzione rivolgermi al nuovo segretario di stato. Non mi fermerò mai e continuerò a bussare a tutte le porte. Consegnerò nuovamente al neo segretario la petizione firmata da 150mila persone.

Perché il Vaticano si ostina a tacere? Perché gli uomini di fede cattolica dovrebbero continuare a credere in questa ‘istituzione’ quando nasconde la verità che procura tanto dolore a familiari di Emanuela? Nessun ‘bene superiore‘ vale tanto silenzio soprattutto se a comandarlo è l’uomo e non il ‘divino’.

Tuttavia le indagini sulla scomparsa di Emanuela continuano e attualmente la scientifica fa sapere che a fine ottobre sarà pronto il risultato del Dna prelevato da una ciocca di capelli recapitata ad Antonietta Gregori, sorella di Mirella, anche lei, amica di Emanuela, scomparsa nel 1983. Le lettere ricevute da Antonietta contenevano anche una poesia e il negativo fotografico di un teschio. Per i magistrati si tratta di una minaccia affinché le destinatarie smettano di collaborare in questo caso. E inoltre i Pm sono anche convinti che quelle ciocche di capelli appartengano a Kay Skerl, 17  anni, figlia di un regista americano trovata morta nella capitale il 21 giugno del 1984: omicidio che potrebbe essere legato alla scomparsa di Emanuela e Mirella.
Intanto, per Pietro Orlandi, il supertestimone, Marco Accetti, sa qualcosa e in quello che dice in parte è verità. Infatti Accetti sostiene di aver partecipato al rapimento per conto di ecclesiastici francesi e lituani che, con questi rapimenti, volevano frenare l’offensiva anticomunista propugnata dalle parole di Papa Wojtyla.

fonte: ‘Giallo’ edizione cartacea

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