Lady Diana: ‘Vogliono uccidermi, fingendo forse un incidente’

CronacaLady Diana: 'Vogliono uccidermi, fingendo forse un incidente'

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lady-diana-spancer-morteLADY DIANA – Gli è stato ordinato di ucciderla: “Il mio compito era che la principessa non uscisse viva da quel tunnel“. Sono queste le parole che un ex soldato, oggi residente in una località segreta, ha rilasciato al giornale americano Globe circa l’incidente mortale che causò la morte di Lady Diana e del suo compagno Dodi Al-Fayed nel 1997. Una morte avvenuta 16 anni fa, nel tunnel dell’Alma a Parigi e che ancora oggi sconvolge il mondo intero. A rincarare la dose è uno dei suoi assassini, l’ex agente segreto delle Sas, le forze speciali inglesi.

I filmati estrapolati dalle telecamere di sorveglianza, del tunnel, confermano che il conducente, Henri Paul, il quale guidava la vettura in cui viaggiava la coppia, sembra sia stato abbagliato da uno strumento che emanava una luce laser, utilizzata da un uomo in sella ad una moto. Ma le dichiarazione dell’ex agente inglese confermano il coinvolgimento di altre tre persone assoldate per uccidere Lady D.

Il settimanale Giallo riporta una serie di dichiarazione rilasciate dall’agente, un croato mercenario. Vi sconvolgerete nel leggere come ‘Diana’ doveva morire ad ogni costo.

Per prepararci a questa missione abbiamo sopportato un durissimo allenamento di sei mesi, lontano dalla Gran Bretagna. In sei mesi avevamo studiato ogni minimo dettaglio su come rendere fatale quell’incidente. Avevamo previsto che i freni non avrebbero funzionato e che l’autista avrebbe bevuto un bicchiere di troppo. Noi no sapevamo chi sarebbe stata la vittima: ci avevano solo detto che si sarebbe trattato di un progetto più grande di noi e che quello sarebbe divenuto il più grande segreto di tutti i tempi. – L’uomo continua a raccontare – Che il nostro obiettivo fosse proprio la principessa Diana lo scoprimmo solo poche ore prima che accadesse tutto. Ci consegnarono una foto della nostra vittima e immediatamente riconoscemmo la principessa. Noi conoscevamo nel dettaglio tutti gli spostamenti di Diana in quella serata, perché ogni movimento era calcolato al secondo. Sapevamo con precisione quando si sarebbe trovata all’interno del tunnel dell’Alma. Il piano era semplice: due di noi dovevano seguire la Merceds di Diana e Dodi nel tunnel. Uno era a bordo di un’auto bianca, mentre l’altro viaggiava in moto, pronto ad accecare l’autista Henri Paul. Nel caso avessero fallito, sarebbe stato pronto un piano B: io ero appostato sul tetto di un palazzo appena fuori dal tunnel dell’Alma pronto a sparare alla donna. La missione doveva essere portata a termine. A ogni costo.

LA PAURA DI LADY D – La principessa triste anche se sembrava felice accanto al suo nuovo amore aveva invece tanta paura, paura di non rivedere i propri figli. Una sensazione che crebbe in lei nel preciso istante in cui si separò dal marito, il principe Carlo. Lady Diana Spancer sapeva che non avrebbe mai potuto vedere i suoi figli adulti, i futuri nipoti, e così decise di registrare una serie di messaggi per loro, affidandoli alla sa più cara amica, che a sua volta consegnò tutto a Scotland Yard che cercò di fare luce sulla morte misteriosa di Diana. Le registrazione che durano circa 2/3 minuti raccontano momenti d’infanzia dei propri figli, ma sono due le registrazioni più sconvolgenti. Una di queste era indirizzata alla futura nuora del suo primogenito, un messaggio registrato quando William aveva 14 anni, in cui dava consigli alla futura coppia per evitare il disastro mediatico che si scagliò contro di lei. A seguire un’altra confessione più sconvolgente:

Per quando sarete grandi io non sarò più qui, non vedrò mai i miei nipoti ma sarò sempre con voi e continuerò a registrare messaggi fino a che sarà viva. Sappiate che vogliono uccidermi, fingendo forse un incidente

A rompere il silenzio, per prima, è stata proprio la Regina Elisabetta, la prima ad essere additata come mandante dell’incidente: il motivo, forse, era il figlio che Lady Diana aspettava dal suo compagno Dodi. Al momento della morte era incinta di 10 settimane e un figlio con un musulmano, probabilmente, non poteva essere tollerato per la madre dell’erede al trono britannico. Tuttavia, la regina d’Inghilterra afferma che non è stata lei ad ucciderla, ma sa chi è stato e un dossier sulle indagini l’ha condotta su un’isola croata dove pare si trovino i tre killer di Lady D. Dichiara la regina:

I tre killer di Lady D sono uomini assoldati da potenti associazioni che volevano porre fine alla campagna di Diana contro le mine antiuomo. 

Pare che la principessa, per la sua battaglia contro le mine antiuomo, si sia fatta troppi nemici. Per la Regina, inoltre, non è da sotto valutare gli elementi legati all’occulto, come il numero 13, il numero del pilastro sul quale è andata a schiantarsi l’auto di Diana. E questo dettaglio, insieme ad altri, farebbero parte delle teorie di complotto contro la principessa.

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