Yara Gambirasio, confessione choc: il suo killer adescava bambine?

CronacaYara Gambirasio, confessione choc: il suo killer adescava bambine?

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YARA: LETTERE E TELEFONATA AL VAGLIO DEGLI INVESTIGATORIYARA GAMBIRASIO –  E’ scioccante l’esclusiva pubblicata oggi dal settimanale ‘Giallo‘. In prima pagina la foto di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate Sopra scomparsa il 26 novembre 2010, ritrovata cadavere nel febbraio 2013, e una dichiarazione che lascia a bocca aperta. Una mamma apre una nuova pista sul caso: ‘Un pedofilo adescò mia figlia e le sue amiche’ e probabilmente si tratta proprio del killer di Yara.

Ma andiamo per gradi. Non vogliamo elencare una serie di dichiarazioni e poi snocciolarle per tenervi col fiato sospeso. Cercheremo di andare al sodo direttamente.
Chi parla ai giornalisti di Giallo è Simona, la madre di Laura C., la quale ha confessato che la sua bambina è stata adescata da un pedofilo, che in base a delle connessioni che vi andremo ad esplicare, dovrebbero essere legate anche alla povera e ingenua Yara.
Simona ha raccontato del proprio incubo e la paura che sua figlia le venisse portata via da un pedofilo, che utilizzando un profilo falso su Facebook, si sarebbe spacciato per un adolescente come lei, un 14enne, quando in realtà ‘Laurent D.’ (è questo il suo nomignolo su Facebook) è in realtà un pedofilo incallito arrestato già due volte sia in Svizzera che a Busto Arsizio e attualmente si trova di nuovo in carcere, stavolta in Francia. In realtà si tratta di Lorenzo B. un uomo abituato ad adescare le ragazzine su Facebook e le forze dell’ordine lo sanno bene.

La madre di Laura C., riporta tutte le conversazioni in cui l’uomo si spaccia per il presunto ragazzino ed è tutto molto inquietante anche se non è niente rispetto a quello che è riuscito a mettere in atto successivamente, nonostante sia stato scoperto.

Tata Laura, tu sei la mia vita, non posso aspettare fino a aNatale per vederti, lo capisci? Io voglio venire subito da te. Il nostro amore è troppo grane, non possiamo più vivere lontani! Ho deciso: scappo dalla Francia, scappo dal papà e vengo lì. Non dire niente alla tua mamma, mi raccomando! Sarà il nostro segreto. Si Tata, amorino mio, staremo insieme per sempre e avremo dei bambini. Tanti bambini, tutti belli come te.

Vi ricordiamo che Laura ha solo 12 anni e con quest’uomo si sentiva via Skype. Ma Simona è una madre molto attenta, sapeva di queste conversazione e controllava la figlia. Il finto ragazzino aveva ovviamente un finto profilo facebook e le sue immagini, sul noto social network, erano sempre riprese da lontano, nessuno degli scatti era nitido o comunque abbastanza vicino all’obiettivo affinché gli si potesse vedere il volto. Lui aveva raccontato un storia molto commovente di se, di aver perso la sorella gemella e la madre in un incidente e di risiedere in Francia con il padre e che non aveva un WebCam. Ma Simona doveva stare attenta, sapeva che se avrebbe privato la figlia di queste conversazione l’avrebbe allontanata da lei e dunque la seguiva costantemente. Fino a quando poi Laura C. confida a sua madre che quel ‘ragazzino’ la vuole vedere di nascosto, tutto questo a seguito di una notte in cui Simona li ha beccati a parlare di nascosto scambiandosi dei messaggi molto intimi. Così Simona ha indagato, ha incominciato a cercare su internet e richiamare i numeri sul telefono della figlia, scoprendo, in realtà, che Laurent era un orco.

Simona si è affidata così alle forze dell’ordine di Bergamo, che però non l’hanno aiutata. Nonostante la sua testimonianza, tutte le chat, conversazioni e informazioni che era riuscita a recuperare su questa persona, i carabinieri di Bergamo, pare, non hanno accettato la denuncia: ‘Mi hanno chiesto: sua figlia è stata violentata? No? Allora non possiamo farci nulla, ci spiace’. Continua Simona:

Mi sono dovuta rivolgere alla sede di Cremona di B.A.C.A (Bikers Against Child Abuse, cioè Motocilicisti contro l’abuso sui bambini), un’associazione anta in America e presente in diverse città italiane, – dichiara Simona – formata da motociclisti che difendono l’infanzia ferita e abusata. Loro mi hanno aiutata a registrare una conversazione con Lorenzo in cui lui ci riempiva di insulti e ci minacciava, e con quella mi sono prsentata ai carabinieri di Cremona.

Dunque una città diversa da Bergamo. Ma adesso vi chiederete cosa c’entra la storia di Laura C. con Yara Gambirasio. Quest’uomo dopo la denuncia, e ancora a piede libero, dopo che il caso della figlia di Simona viene subito archiviato, ruba l’identità della giovane Laura C., creando un profilo falso in cui si spaccia per lei e raccogliendo tutta una serie di foto e video che la ritraggono con le sue amiche, come sono solite fare tutte le ragazzine della sua età. Poi, attraverso vari gruppi, la finta Laura scrive di essere la migliore amica di Yara, quando in realtà nemmeno si conoscono. Simona così apprende tutto dalla televisione e l’incubo ritorna a suonare alla sua porta, i giornalisti assediano la sua casa e i carabinieri le portano via per proteggerle. La loro vita è stata sconvolta e nonostante le scuse per l’equivoco e per tutti gli accertamenti fatti poi dalle forze dell’ordine, hanno dovuto addirittura cambiare casa.

Ma Lorenzo non si ferma, o peggio, nessuno lo ferma, e continua scrivere di Yara con il nome di Laura C., creando dei video e postandoli su youtube con le immagini della ragazza di Brembate Sopra recuperate dalla rete e accompagnate da una serie di frasi:

La nostra era partita come una semplice amicizia, Yara ti amo, Tata Yara mi manchi, Ti amerò per sempre‘.

Yara scomparve il 26 novembre 2010, quel giorno non doveva andare in palestra ed era uscita per portare uno stereo alle amiche. Uno stereo di cui non ne avevano bisogno con tanta urgenza. E così Yara sparisce alle 18.50. Non si sa se aveva appuntamento con qualcuno. Magari con Laurent. Il profilo di Facebook Yara è stato letteralmente messo sotto sopra, ma  sappiamo che Lorenzo B. è molto bravo a spacciarsi per 14enne. Ma la cosa che più fa paura e che quest’uomo è nato a Padova ma poi adottato, magro, brizzolato, che aveva una fabbri nel Nord Italia, ora fallita. Lorenzo ha fatto ginnastica e atletica a Chiasso, ha una passione per la ritmica ed è, ripetiamo, un pedofilo incallito. Tante le connessioni con la povera Yara e quel che è certo è che a 14mila persone è stato chiesto di fare l’esame del Dna per compararlo a quello trovato sugli slip di Yara. Quel Dna del suo assassino, inoltre, corrisponde a quello di un figlio illegittimo del signor Giuseppe Guerinoni, deceduto nel 1999. Un uomo sulla cinquantina, adottato e Lorenzo ha proprio 50 anni. E ha raccontato di essere lasciato da piccolo in un orfanotrofio.

Ma la cosa più inquietante è che Lorenzo non l’ha fermato nessuno e ancora oggi nessuno lo ferma, nonostante abbia rubato l’identità su Facbeook a Laura, come racconta la madre Simona e che attualmente si trovi addirittura in carcere, in Francia, arrestato a fine febbraio 2013. Pare che dalla sua cella sia in grado di utilizzare internet. Ma come è possibile? Oppure c’è qualcuno che lo aiuta a gestire questi falsi profili facebook per adescare le ragazzine? I profili sarebbero quelli di: Giulio Tuo, Skat boy, Kuth Kain, Maruska, Martina, Bellerofonte, Anima fragile, Lollo. La paura è che esista una rete di pedofili atti a fare tutto questo, e a pensare che il caso di Laura C. sia stato archiviato come una ‘burlata’ di un paio di ragazzini che avevano tanto tempo da perdere, fa allontanare ogni speranza dalla giustizia.

Ma intanto Yara Gambirasio è morta. E tra i video che Laurent D. posta, ci sono delle frasi partorite, letteralmente, da una mente malata: ‘Anche stanotte sei tornata… Ti ho vista… Ti ho sentita. QUel fretto tutto attorno… E c’eri tu. e poi le tue grida, il tuo pianto. L’orrore. E poi… Buio… Solo buio freddo… E silenzio. Ormai ogni notte è così‘. E continua con tante altre frasi del genere.
Ma cosa c’entra Yara? Magari il pedofilo, quella sera, si era spostato a Brembate per Laura C. è invece è incappato nella povera Yara? Le coincidenze ci sono tutte eppure ci stupiamo come ancora quest’uomo non sia stato interrogato o sottoposto all’esame del DNA anche solo per stabilire che con Yara non c’entri proprio nulla.

Intanto anche il legale di Lorenzo B., Stephanie Vaidie, dichiara: ‘Credo davvero che sia malato. Lui ha un problema, tutto il mondo lo sa‘. Si tutto il mondo… tranne l’Italia.

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