Cassazione, sciopero del sesso: nessun addebito se lui va con un’altra

PESCARA – Il marito abbandona il tetto coniugale per andare a vivere con l’amante e la Cassazione gli dà tutte le ragioni. E’ quello accaduto ad una coppia di Pescara. Lei, infatti, dalla nascita del figlio nel 2000, aveva deciso di non avere più rapporti sessuali con il marito. In pratica un vero e proprio sciopero del sesso. Da qui la decisione del marito, stanco di passare notti in bianco, di lasciare il tetto coniugale e raggiungere l’amante.

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E così, quando la moglie, in seguito alla richiesta di separazione da parte del coniuge, ha chiesto l’addebito di tutte le colpe a quest’ultimo, la sua richiesta è stata bocciata senza alcun dubbio. Per la Corte Suprema a violare i doveri coniugali, con il suo sciopero del sesso, è stata proprio la donna. Bocciata anche la richiesta, sempre da parte della donna, di risarcimento danni. Il marito dovrà passare solo un assegno di mantenimento per il figlio.

Prima della conferma definitiva, già la Corte d’appello dell’Aquila, il 21 febbraio 2012, aveva espresso il suo no all’addebito della separazione al marito. Queste le parole dell’uomo in quell’occasione: “Sono andato via di casa perché la situazione familiare non era più sopportabile e dalla nascita di mio figlio non vi erano stati più rapporti sessuali“.