Inchiesta antimafia, “Mondo di Mezzo”: spuntano nomi vip Teo Mammucari e Gigi D’Alessio

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La verità viene sempre a galla e dopo la notizia della maxioperazione antimafia nella Capitale, un insieme di scoperte hanno toccato profondamente la nazione. Nei giorni scorsi è stata sgominata una holding criminale che spaziava dalla corruzione (per aggiudicarsi appalti) all’estorsione, all’usura e al riciclaggio. Così trentasette persone hanno ricevuto un avviso di garanzia per associazione a delinquere di stampo mafioso, tra i quali anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Almenano, anche l’assessore Daniele Ozzimo è indagato. Indagati anche Pdl e Pd. In manette il “nero” di Romanzo Crimanle: Massimo Carminato e l’ex braccio destro di Alemanno, Riccardo Mancini.

Ma questo non è tutto perché tra gli arresti spiccano quelli dell’ex numero uno di Ama Franco Panzironi e dell’ex capo di gabinetto di Walter Veltroni Luca Odevaine. Arrestato anche il presidente della coop rossa 29 giugno

MONDO DI MEZZO – Il 2 dicembre nel corso di una conferenza stampa il capo procuratore di Roma Giuseppe Pignatone ha illustrato l’operazione “mondo di mezzo”, che ha travolto il mondo della politica e degli affari della Capitale. Pignatone ha spiegato come l’organizzazione con al centro Massimo Carminati sia una mafia “romana e originale, senza legami con altre organizzazioni meridionali, di cui però usa il metodo mafioso”. ‘Terra di mezzo’ ovvero un luogo dove si incontra il sovramondo dei ricchi e il sottomondo della criminalità, sostenendo che anche il sovramondo ha interesse che qualcuno del mondo di sotto faccia qualcosa nel suo interesse” spiega Pignatone.

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Nei giorni successivi al blitz degli arresti il Movimento 5 stelle chiede che il comune di Roma deve essere sciolto per mafia: “L’indagine è talmente vasta e ampia da dipingere sul comune di Roma un quadro preoccupante. Sono coinvolti tutti, politici di destra e sinistra. Anche il responsabile dell’anticorruzione del Campidoglio. L’unico a non essere coinvolto è il M5s”, sono le parole del capogruppo in Campidoglio Marcello De Vito.

Mafia Roma: preso De Carlo, oggi in sette dal gip
L’ex latitante Giovanni De Carlo in una foto con Belen Rodriguez. La foto tratta dal profilo Facebook della showgirl.

Sembra che “Romanzo Criminale”, scritto dal giudice Giancarlo De Cataldo, continua: “Giovannone” alias Giovanni De Carlo, è il giovane rampante della Mafia Capitale, consegnatosi nelle mani dei Ros a Fiumicino, classe 1975, è il delifno ribelle del Cecato. Destinato ad essere l’erede di tutto, in una intercettazione telefonica tra il vecchio cassiere della Banda della Magliana, Ernesto Diotallevi, e il figlio, Leonardo, che chiede al padre chi sia il boss dei boss della città, emerge: “Teoricamente sò io… materialmente conta Giovanni“. De Carlo ama i riflettori e la mondanità, frequenta locali vip e si lascia fotografare in loro compagnia, come la foto pubblicata dal Messaggero insieme a Belen. Tra le altre frequentazioni di De Carlo c’è Teo Mammuccari, intercettato mentre chiede al boss sostanze dopanti e Gigi D’Alessio, che lo chiama subito dopo aver ritrovato il suo appartamento svaligiato.
Anche se il suo nome spunta nella maxioperazione antimafia capitale, Giovannone, non era in ottimi rapporti con Carminati, soprattutto negli ultimi tempi. Era cresciuto e voleva andare per la sua strada. Guadagnare per conto suo.

TEO MAMMUCARI – Ma ciò che avrà suscitato il vostro interesse sono i nomi sopracitati di Teo Mammucari e Gigi D’Alessio. La stampa, nelle ultime ore, sta tartassando i propri lettori con notizie relative al presentatore de Le Iene e il suo coinvolgimento in questa faccenda. Intercettato dal Ros dei carabinieri in una telefonata con Giovanni De Carlo, come allegata all’ordinanza del “Mondo di mezzo”, chiedeva sostanze dopanti per la palestra, in particolare il GH, un ormone per la crescita. I fatti risalgono al giugno del 2013, quando, scrivono i carabinieri, “sono state registrate numerose telefonate dello showman il quale, dimostrandosi consapevole della caratura criminale di De Carlo, chiedeva di poter reperire sostanze dopanti per la palestre, in particolare GH, un ormone per la crescita”. La risposta alle richieste di Mammucari da parte dell’esponente della presunta mafia romana in una telefonata intercettata è stata: “sono un chiacchierone, ma almeno non spiattello i cavoli tuoi in giro…non dico che vuoi diventare Hulk”.
Dal suo canto, dopo la divulgazione della notizia, lo showman romano Mammucari si è difeso attraverso le colonne del Fatto Quotidiano: A Miami mi avevano consigliato di prendere dei prodotti perché ero troppo magro – dice Mammucari a Valeria Pacelli – Ho chiesto a lui perché è un ex pugile. Volevo andare in palestra e a Miami mi avevano consigliato di prendere dei prodotti perché mi dicevano sei troppo magro. Io faccio il presentatore televisivo non è che mi posso prendere questa roba. Per loro mi dicevano che anche la melatonina è un ormone, non ti fa niente, ti aiuta un po’ con la palestra. Poi mi sono documentato. Ma pensa che io sono vegetariano, faccio meditazione, vi sembro un culturista?”.

GIGI D’ALESSIO – “Giovannone” secondo i carabinieri accompagnava a vip e personaggi famosi, tra cui Gigi D’Alessio. Il cantante partenopeo, scrivono gli uomini del Ros, chiama De Carlo dopo che viene rubata nel suo appartamento una collezione di Rolex per un valore di 4 milioni. La replica dell’artista: “Non ho mai conosciuto questa persona”.

Invece, l’intercettazione con il fuoriclasse della Roma, Daniele De Rossi, sembra non avere alcuna rilevanza penale, ma serve agli inquirenti per testimoniare la frequentazione di Giovanni De Carlo con il vita mondana di vip e affini. Pare che il calciatore romano abbia contattato Giovannone in seguito ad un litigio avvenuto in locale. Il calciatore era in compagnia del collega Mehdi Benatia, e e temendo ulteriori conseguenze aveva pensato a De Carlo. E De Rossi spiega ancora: “No, avevo pensato che aveva chiamato qualche malandrino… qualche coattone… ho detto famme senti’ Giovanni”. Nel frattempo nel locale era sopraggiunta la polizia e il calciatore non ha più bisogno dei servigi di De Carlo che dice a De Rossi: “Chiamane sempre… bravo! Hai fatto bene Danie’, amico mio”.

Altri indagati nell’inchiesta “Mondo di Mezzo” sono gli esponenti PD Ozzimo, Corattie Patané che si sono autosospesi. Matteo Orfini, presidente del presidente del Partito democratico e commissario del Pd romano, dopo la loro autosospensione dichiara su twitter: “Li ringrazio e gli auguro di riuscire a dimostrare la propria estraneità a questa storia”. I più coinvolti sono Mirko Coratti, consigliere comunale e presidente dell’aula Giulio Cesare, e Eugenio Patanè, consigliere alla Regione Lazio, accusati di essere sul libro paga della Mafia Capitale.

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