Maxioperazione antimafia, 28 arresti: indagato Gianni Alemanno

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Di poche ore fa il Blitz in Regione Lazio e Campidoglio dove è stata scovata una vera e propria holding criminale che spaziava dalla corruzione, per aggiudicarsi appalti, all’estorsione, all’usura e al riciclaggio. Un sodalizio radicato a Roma con a capo il redivivo ex Nar ed ex Banda Magliana Massimo Carminati. Sono scattati così 28 arresti, e risulta indagato anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha visto anche perquisita la sua abitazione. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, coadiuvato dall’aggiunto Michele Prestipino e dai sostituto Paolo Ielo e Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli.

Ai 37 la Procura di Roma contesta i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati. Al centro dell’indagine del Ros, il sodalizio da anni radicato nella Capitale facente capo a Carminati, con infiltrazioni «diffuse» nel tessuto imprenditoriale politico e istituzionale.

I carabinieri del Ros hanno acquisitoo documenti anche presso gli uffici della presidenza dell’Assemblea Capitolina e presso alcune commissioni della Regione Lazio. I carabinieri hanno perquisito gli uffici dei consiglieri regionali Eugenio Patanè (Pd) e Luca Gramazio (Pdl) e del presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti (Pd).

Nell’ambito dell’operazione, la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro di beni riconducibili agli indagati per un valore di 200 milioni di euro. Gli inquirenti hanno documentato un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate. Dalle indagini dei Ros emergono anche interessi nella gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati.