Tragedia traghetto Norman Atlantic: salgono a 10 le vittime

CronacaTragedia traghetto Norman Atlantic: salgono a 10 le vittime

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Salgono a 10 il numero delle vittime coinvolte nell’incendio della Norman Atlantic. 427 le persone salvate ma è giallo sui dispersi: secondo la Grecia dovrebbero essere 38. Intanto sono indagati per naufragio ed omicidio plurimo colposi il comandante e l’armatore del traghetto.  Altri due morti. Intanto il team medico di nave San Giorgio della Marina Militare è intervenuto in un incidente su rimorchiatore Iliria, coinvolto nel traino del traghetto Norman Atlantic. Durante il traino la rottura del cavo di rimorchio ha colpito due marinai albanesi. Entrambi sono deceduti.

Attualmente sulla nave San Giorgio vi sono 180 naufraghi, si trova ancora nelle vicinanze del traghetto in avaria e quindi slitta il suo arrivo nel porto di Brindisi che era previsto in mattinata.
La Norman Atlantic è stata attualmente rimorchiata da un mezzo navale albanese verso Valona. Ad una famiglia brindisina, Barretta, è stato affidato invece il sequestro dell’imbarcazione. Il custode nominato sarebbe Franesco Barretta.

L’incubo dell’incendio iniziato sabato alle 4:30: il traghetto, di proprietà della società armatrice Visemar di navigazione, era partito da Patrasso e, dopo una sosta ad Igoumenitsa, era atteso ad Ancona alle 17 di domenica, dove non è mai arrivato. Durante l’incendio molta gente è caduta in mare.

La Norman Atlantic che può ospitare fino a 836 passeggeri e circa 250 auto, fu noleggiata dalla compagnia greca Anek Lines per sostituire la nave Ellenic Spirit, attualmente in manutenzione, per il collegamento Venezia- Igoumenitsa-Patrasso: il contratto sarebbe scaduto a metà gennaio. Cosa abbia scatenato le fiamme saranno le inchieste a chiarirlo; forse un corto circuito, forse un problema a uno dei 128 camion nel garage, alcuni carichi d’olio. Per molti la nave era troppo carica, almeno a detta di alcuni camionisti: “la parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì”.

Tuttavia qualsiasi siano state le cause dell’incendio, solo l’inchiesta farà luce su quanto accaduto, infatti ne sono state aperte tre: una dalla procura di Bari, di Lecce e di quella di Brindisi.  Il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe ha precisato che si tratta di una prima configurazione di reato. Volpe ha precisato che “si stanno acquisendo i primi dati tecnici ascoltando i naufraghi e i soccorritori”  e poi si valuterà con la procura di Lecce “la configurazione definitiva dell’ipotesi di reato e la competenza territoriale”.

Intanto l’armatore della nave, Carlo Visentini, è certo dell’efficienza della nave: “La società confida nel lavoro delle autorità investigative che dovranno trovare le esatte cause dell’incidente, ma è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare”. Così l’ammiraglio Carlone a P.Chigi: “La nave era stata ispezionate il 19 dicembre a Patrasso: erano state riscontrate 6 deficienze di cui 2 immediatamente risolte” e comunque “senza rilevanza” nell’incendio. “Per le altre 4 era stata prescritta la soluzione in 14 giorni. La nave era pienamente efficiente, rispondeva a tutti i requisiti”.

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