Charlie Hebdo, attentato: terroristi in fuga hanno un ostaggio

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I fratelli responsabili dell’attentato avvenuto in Francia, il 7 gennaio, alla redazione del giornale satirico “Charlie Hebdo“, sarebbero ormai braccati da 88mila uomini. Said e Cherif Kouachi, pare abbiano preso in ostaggio un uomo di un’azienda di lavori pubblici a Dammartin-en-Goële nel Nord della Francia, a una quarantina di km a nord-est di Parigi, barricandosi in un edificio. Si tratta di una zona industriale situata nei pressi dell’autostrada A8. Intanto gli elicotteri della polizia francese stanno già sorvolando sulla zona. Inizialmente la caccia ai due fratelli è partita a nord,  nel dipartamento dell’Ausne, all’interno di uan vasta foresta,  non lontano da una stazione di servizio dove un benzinaio aveva riconosciuto i due uomini a bordo di un’auto, nella mattina di giovedì. La zona rurale è stata setacciata per ore, ma inutilmente visto che gli attentatori erano già fuggiti da lì spostandosi verso la capitale. Poi, stamani, non lontano da Dammartin-en- Goële, un furto di auto era stato segnalato. La zona è massicciamente segnata dalla presenza delle forze dell’ordine che intanto hanno provveduto a divulgare le foto dei responsabili del massacro: due fratelli franco-algerini, di 32 e 34 anni, tornati in Francia dalla Siria.

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L’ATTENTATO – Erano le 11:30 del 7 gennaio scorso quando un commando di tre uomini armati di giubbotto antiproiettili, kalashnikov e lanciagranate hanno attaccato la sede del giornale Charlie Hebdo durante la riunione settimanale di redazione. E’ stato un massacro con dodici morti, tra cui il direttore Stéphane Charbonnier, detto Charb, e diversi collaboratori storici del periodico (Cabu, Tignous, Georges Wolinski, Honoré), due poliziotti e oltre undici feriti.

LA CAUSA – Pochi istanti prima dell’attacco, il settimanale satirico aveva pubblicato sul proprio profilo Twitter una vignetta su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico. Dopo l’attentato il commando, che durante l’azione ha gridato frasi inneggianti ad Allah e alla punizione del Charlie Hebdo, è fuggito in auto. Si è trattato del più grave attentato terroristico in Francia dal 1961.