Pino Daniele: addio all’allegria velata da una nostalgica poesia

Pino Daniele è morto

Morto tra la notte del 4 e del 5 e ancora l’Italia non riesce a non parlare di lui e dell’allegria nostalgica del grande autore e cantante partenopeo Pino Daniele. Con la sua musica non solo è riuscito ad entrare nel cuore dei napoletani e del mondo intero ma è riuscito anche a rimanerci e così sarà per sempre, proprio come è accaduto al suo grande amico Massimo Troisi.

Grazie alla sua arte lascia un grande patrimonio culturale e dei ricordi che segneranno, o magari hanno già segnato, la storia e l’evoluzione della musica napoletana e italiana poi in tutto il pianeta. Chiunque lo abbia incontrato ha, in questi giorni, dedicato un saluto e parlato di lui. Il popolo del web sperava in una bufala, in un grave errore da parte dei media on line, ma non è stato così. Pinuccio se n’è andato veramente lasciando un vuoto nei nostri cuori riempiendo però l’anima di suoni e buona musica.

LE REAZIONI – Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Lui è morto ma la sua musica sarà eterna, Pino è Napoli e con la sua terra ha un legame inscindibile, infinito e indistruttibile”.
Il governatore della regione Campania, Stefano Caldoro, “Napoli perde una delle sue migliori voci. Un artista internazionale che ha raccontato e valorizzato la sua terra come pochi.
Il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, “A nome di tutto il Napoli esprimo il dolore per la scoparsa di Pino Daniele. Lo ricorderemo tutti insieme al San Paolo”.
Il cantante Biagio Antonacci: “Oggi piango l’uomo che mi ha insegnato la parte bella della musica, pura, vera, suonata. L’uomoc he al telefono pochi giorni fa sdrammatizzava la vita con parole semplici”.
Flavio Insinna, il conduttore Rai, lo aveva da poco incontrato durante il concerto di capodanno: “Lo ricorderà come un uomo di profonda dolcezza e straordinaria gentilezza”.
L’attrice napoletana Lina Sastri: “Un genio musicale dalle parole semplici, mi mancherà molto”.
Gino Paoli: “Pino Daniele era e rimarrà un musicista e artista sublime, cantautore, chitarrista, e voce amata da milioni di persone, in Italia e nel mondo. – Continua – Nella musica di Pino Daniele c’è soprattutto il raconto di una città, Napoli, sospesa tra rabbia e poesia, dolore e illusione. Grazie Pino”.
Gigi Proietti: “Lo incontravo spesso a casa di amici: era un grande”. Di più non ha saputo dire l’attore romano, non avendo ancora digerito la notizia.
Per Marisa Laurito è stato un esempio di discrezione: “Sono molto avvilita e addolorata. E’ stato un vero colpo, inaspettato, doloroso. E’ morto un uomo straodinario, sensibile, delicato, gentile.- Continua l’attrice – Quando vanno via persone speciali si sta male a prescindere da quanto le si conosca da vicino perché non ce ne sono molte, sia in termini umani che artistici. Siamo oppressi dalla volgarita. Pino Daniele rappresentava invece la Napoli bella, elegante”.
Laura Pausini scrive su Twitter: “Alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio. A noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino…”
Fiorello: “Voglio ricordarlo così” e posta un vido su twitter in cui omaggia lo showman con un medley dei suoi successi: “Che onore per me!”.
Giorgia: “Troppo dolore e troppo grande per stare dentro alle parole. Pino, un pezzo di storia e della musica di tutti, artista immenso e amico vero”.
Gianni Morandi: “Ciao PIno, ovlgio ricordarti cos e ringraziarti per tutto quello che ci hai lasciato”.
Sal Da Vinci: “Ho intonato ‘Napule è” sul palco, d’ora in poi tutti i nostri show saranno dedicati a lui”.
Fabio Cannavaro, il capitano: “Cià Guagliò ci mancheari”
Ciro Ferrara: “Grazie per quello che ci hai regalato, ciao amico”.
Franco Porzio, L’ex pallanuotista aveva incontrato Pino Daniele sul lungomare a Napoli: “Avremmo dovuto incontrarci a Roma. – Continua – E come se una parte di me fosse andata via”.
Diego Occhiuzzi: “Lo schermidore ricorda una jam session in occasione di una festa privata 1987 con altri artisti: “Una vita accompagnata dalla sua colonna sonora, la sua musica mi è sempre stata vicina.
Poi c’è lui, Enzo Gragnaniello, con il quale ha condiviso le scuole elementari, almeno fino al quarto anno, poi lui è stato bocciato e Pino ha proseguito: “Perché andava bene a scuola” spiega Gragnaniello in una intervista al Mattino di Napoli. “Ricordo quando comprò la chitarra, io lo prendevo in giro: ma sai suonare?”.
Jovanotti: “La sua musica è il mare e noi siamo le onde”. In un bellissimo post Lorenzo Cherubini ricorda il suo grande amico e confessa che il suo primo concerto è stato proprio quello di Pino Daniele.
Anche lo scrittore, Roberto Saviano, racconta: “Il primo concerto della mia vita fu proprio un concerto di Pino Daniele. Il suo blues napoletano ha raccontato Napoli con la più bella e allegra malinconia di sempre. Oggi Napoli è sola”.

LA MALATTIA – E poi sappiamo tutti come è andata a finire. Pino era già stanco la notte di capodanno, ma confidava di riprendersi quando il giovedì successivo avrebbe dovuto incontrare il suo cardiologo a Roma. Ma un infarto lo ha colto il 4 gennaio, l’ambulnza che ha tardato di 30 minuti, e la corsa verso Roma con una sorte sfavorevole visto che durante il viaggio per arrivare nella città capitolina, bucando una ruota il soccorso è stato ritardato di un ulteriore mezz’ora arrivando all’ospedale già morto. Il suo cardiologo, il professor Gaspardone, dichara: “La sua vita era appea ad un filo e lui lo sapeva. Ogni giorno era un giorno di vita in più guadaganto. Aveva una gravissima malattia alle coronarie da 27 anni”. Per questa patologia pare che l’artista partenopeo abbia subito più interventi di angioplastica, in più soffriva anche di diabete.