Napoli, zona Secondigliano: Giulio Murolo era “freddo e lucido”

secondigliano-sparatoria-giulio-murolo

NAPOLI, SECONDIGLIANO – E’ accaduta ieri pomeriggio la strage di Capodimonte, quartiere Secondigliano, quando un infermiere di 48 anni, Giulio Murolo, ha incominciato a sparare all’impazzata uccidendo 4 persone e provocando sei vittime. La lite nata in casa per “i panni stesi” ha fatto 4 vittime: il fratello, la moglie del fratello, un vigile vicino di casa e un fioraio, l’uomo che si trovava in strada quando l’ira funesta di Murolo dalla propria abitazione ha anche incominciato a sparare sulla folla, prima di barricarsi in casa ed essere arrestato dalla polizia solo dopo una lunga trattativa.

L’uomo era incensurato, ma amante della caccia, all’interno della sua abitazione aveva un vero e proprio arsenale tutto regolarmente denunciato. Il Mattino fa una descrizione dettagliata del profilo di quest’uomo che si è trasformato in un cecchino. Viva in solitudine, e pare fosse un maniaco dell’ordine e della disciplina. La sua è una famiglia di persone oneste, di quelle che lavorano duramente uscendo all’alba per ritornare a casa solo la sera. Tre fratelli, uno dei quali, il più grande, Luigi, è riuscito a chiamare l’altro fratello, Carmine, per un aiuto dicendogli “Corri Giulio è impazzito”. Ma Giulio come sappiamo non si è fermato e ha ucciso una moglie e un marito, rendendo i tre figli di questa coppia orfani.

IL FATTO – Tutta la famiglia abitavano nella stessa palazzina e in comune Luigi e Giulio avevano lo stesso ballatoio e lì si stendevano i panni, in base ad orari stabiliti. Giulio non sopportava quei panni, lo stendino, e il sacco della spazzatura. Per lui questo era un problema e infatti lo ha eliminato. Durante la perquisizione del suo appartamento la polizia ha trovato videocassette di film d’azione di ogni tipo. Lui che al di fuori del lavoro in ospedale, dove non aveva mai dato problemi, viveva solo per le sue armi e per il poligono dove regolarmente si recava per andare a sparare.

Poi un litigio stupido, forse alimentato da dissapori del passato, ha dato l’occasione a Giulio di fare fuoco, uccidendo i suoi parenti all’interno della loro abitazione, e fuori al balcone del suo appartamento che sparando sulla folla colpisce un fioraio di 56 anni che passa di li in sella ad uno scooter. Nel frattempo, gli omicidi accaduti proprio nei pressi della Caserma dei Carabinieri hanno fatto in modo che le forze dell’ordine intervenissero subito per poter porre fine ai quei tremendi omicidi, ma Murolo non si ferma e spara anche contro un vigile, un suo vicino di casa che era appena rincasato tentando di fermarlo, ma è bastato un colpo per provocare anche la sua morte. Durante il blitz dei Carabinieri, tuttavia, 6 di loro sono stati feriti perché Murolo non ha smesso di sparare. Insomma un vero e proprio cecchino che era in grado di mettere a segno ogni colpo con lucidità proprio come se si trovasse in un’azione di guerra.