Strage di Secondigliano: l’infermiere omicida chiede perdono

Strage follia, spara infermiere con passione armi

NAPOLI – L’uomo colpevole della strage di Secondigliano, quartiere a Nord di Napoli, dopo il suo arresto per aver ucciso quattro persone, tra cui suo fratello e la cognata, e aver ferito altre sei persone, chiede perdono e Giulio Murolo lo fa attraverso il suo avvocato: “Sono pentito – dice Murolo – chiedo perdono a tutti. Chiedo perdono a mia madre, ai miei nipoti, i figli del fratello che ho ucciso, ma anche a tutte le persone estranee alla mia famiglia che ho trascinato in questa tragedia”. Le parole di pentimento sono state affidate all’avvocato Carlo Bianco, ieri, durante l’interrogatorio avvenuto in carcere da parte del pubblico ministero Roberta Simeone.

Luigi Murolo, il fratello che non è stato coinvolto nella carneficina ha raccontato dei rapporti conflittuali che il killer aveva col l’altro fratello ucciso insieme alla moglie, Concetta Uliano, e il vicino di casa, l’ufficiale della polizia Municipale, Francesco Bruner. Intanto, Giulio Murolo, che conservava all’interno del suo appartamento un vero e proprio arsenale, ha raccontato che era stato costrestto sempre “a subire da una vita” ed ha anche sostenuto che il fratello Luigi lo avesse aggredito con un coltello in altre occasioni. Attualmente il pluriomicida è accusato di strage lunedì mattina dovrà sostenere l’interrogatorio con il gip. L’avvocato di Murolo invece dichiara: “Il mio assistito è una persona insicura e intimorita, chiederò una perizia psichiatrica”.

foto: ansa.it