Delitto Rea: dopo 5 anni Parolisi potrebbe usufruire dei primi permessi

omicidio-melania-rea-salvatore-parolisiNel 2020 quell’essere potrebbe cominciare a usufruire dei primi permessi. Questo ci fa soffrire, ma dobbiamo farci forza per mia nipote Vittoria. Ha un padre assassino: non avrà mai più a che fare con lui“. Sono queste le parole di un padre col cuore infranto per la morte di sua figlia, Melania Rea, uccisa nell’aprile del 2011 dal marito, Salvatore Parolisi, il quale, inizialmente condannato a 30 anni di carcere, si vede ridotta la pena per l’esclusione dell’aggravante della crudeltà. Meno dieci anni per l’ex caporalmaggiore, perché la Cassazione e la sentenza di Perugia hanno decretato che 35 pugnalate sul corpo di Melania non bastano per l’aggravante della crudeltà.

A noi sembra di essere tornati indietro di trent’anni, quando ancora era in vigore il delitto d’onore, che per fortuna il nostro codice penale ha abolito. Il delitto Rea è stato giudicato come un “delitto d’impeto” con un coltello che Salvatore Parolisi portava sempre con se, e quasi a giustificare quella furia improvvisa con la quale l’ex militare si è scagliato sulla madre di sua figlia uccidendola con più di trenta coltellate: e a questo punto anche se fossero state cinquanta o cento non avrebbero fatto nessuna differenza per Melania, che è stata privata della sua vita a soli 28 anni.

La scelta del rito abbreviato ha concesso a Parolisi un sostanzioso sconto di pena. Gennaro Rea, 62 anni, padre di Melania non trascorre un giorno senza pensare a sua figlia e dichiara al settimanale Giallo: “Alla fine Parolisi se l’è cavata con venti anni. So che è il massimo della pena che poteva essergli inflitta, ma in cuor mio mi sarei augurato una condanna più severa. La scelta del rito abbreviato gli ha consentito uno sconto di dieci anni, che non sono pochi.”

Il rito abbreviato è probabilmente la strada che intraprenderanno anche gli avvocati di Michele Buoninconti unico indagato per l’omicidio della moglie, Elena Ceste. In questo caso le amiche di Elena non resteranno a guardare con le mani in mano. Una di loro infatti ha commentato sconcertata la richiesta del rito abbreviato: “È una richiesta assurda, Michele Buoninconti deve avere il massimo della pena. Non staremo solo a guardare”. La donna annuncia una manifestazione a Roma, insieme ad altre associazioni affinché venga abolito il rito abbreviato in caso di omicidio: “Manifesteremo il 22 giugno davanti al ministero della Giustizia”.