“Il carcere ti resetta, qui mi vogliono bene” sono queste le parole di Fabrizio Corona riportate dal quotidiano online corriere.it. Il fotografo, ricordiamo, si trova nella comunità di Don Mazzi per riprendersi e rigenerarsi. Il giudice che gli ha concesso questo ha beneficio ha fatto una scelta coraggiosa e ora starà a Fabrizio Corona non fare colpi di testa: ciò che gli suggerisce anche il suo avvocato visto che fuori la comunità, molti ragazzini lo invitano ad uscire “C’è Fabrizio? Dai Fabri esci!“, e ci sarebbero anche gli obiettivi di alcuni paparazzi che non aspetterebbero altro di rubare qualche scatto.
Fabrizio ha ripreso ha fumare, ma solo all’esterno, in comunità non si può. E’ in compagnia di altri nove ragazzi, come lui hanno vissuto l’esperienza del carcere e della dipendenza di sostanze stupefacenti.
Il carcere ti cambia. Sono un uomo che vale cento volte di più. Io vivevo a duemila, avevo una moglie come Belen, le serate all’Hollywood, poi entri in carcere e trovi storie umane che ti resettano completamente
Queste sono le parole riportate dal Corriere. Corona avrebbe anche fondato una squadra di calcio mentre si trovava in carcere, dando a tutti i componenti della squadra una maglia della Corona’s, però pare che questo progettino fu sciolto dal direttore del carcere. Fabrizio è un vulcano di idee una personalità molto forte e rinchiuso tra quelle quattro mura ha rischiato di implodere. Ma ora pare che il suo percorso riabilitativo stia andando bene anche se ancora presto per dirlo. Tuttavia gli restano altri 5 anni di pena residui da scontare, e tra 6 mesi, terminato il percorso riabilitativo presso la comunità di Don Mazzi, se ne tornerà a parlare. “Tre anni fa ero tossicodipendente. Avevo in banca milioni di euro e sono stato arrestato perché ho usato una banconota falsa. Ma vi sembra il comportamento di uno lucido?” dichiara Corona e infine conclude “Michele è lo chef. Ha imparato a cucinare in carcere. Il primo piatto che ho mangiato? Mezze penne integrali, ci teniamo in forma“.


