Leggono una fiaba “gender” e madre ritira la figlia da scuola

Massa Carrara: favole gender a scuola, mamma toglie la figlia dall'istituto

Il fatto è accaduto a Massa Carrara: una mamma ha deciso di ritirare sua figlia dall’istituto che frequentava perché durante le ore di lezione è stata letta una fiaba “gender”. L’attività che ha irretito la mamma fa parte di un progetto attivo dall’anno scorso e che ha coinvolto 35 scuole e 1100 alunni nel territorio italiano. L’iniziativa “Liberi Tutti” è stata finanziata dalla Regione.

Ad ogni modo la madre ha ritenuto opportuno allontanare la figlia dall’Istituto che aderiva all’iniziativa, in primis perché non era a conoscenza di tale progetto e secondo quanto riportato dall’Ansa ha dichiarato: “Insegno a mia figlia a rispettare tutti – ha detto la madre della bambina – ma non accetto che le si possa dire che un giorno potrebbe non essere più una donna. – Continua la mamma – A nostra figlia hanno cercato di insegnare che non esistono l’uomo o la donna, ma che siamo ciò che ci sentiamo di essere in quel momento. Stanno confondendo i bambini e lo fanno con le favole“.
Il 6 ottobre, la famiglia della bambina, ha preso la sua decisione visto che il giorno prima erano state lette due favole: “Una bambola per Alberto” e “La principessa e il drago“. La prima favola racconta di genitori che regalano al proprio figlio solo giochi da maschio mentre lui desidera delle bambole. La seconda invece è di una principessa che si salva da sola dal drago senza l’aiuto di un principe valoroso.

D’altro canto il ministro per le parti opportunità, Stefania Giannini, ha ribadito che la riforma della scuola “si ispira ai principi di pari opportunità e non discriminazione“, a un modello europeo “che non ha nulla a che fare con la teoria gender”. Anche se quello che è accaduto a Massa Carrara è un episodio isolato, sulla questione è intervenuto anche il monsignor Giovanni Santucci: “Credo che se un genitore ha ritenuto opportuno un gesto del genere, allora sia giusto che l’abbia portato a termine”. Altre mamme sul web invece hanno minacciato addirittura di cambiare città se nelle scuole della zona si leggono storie gender. Un’azione forte che ha attirato l’attenzione del consiglio regionale Fi, FdI e Lega che interverrano con mozioni e interrogazioni. Il presidente di ProVita, Toni Brandi, ha invece dichiarato: “E’ solo il primo caso ma diventerà sempre più necessario che i genitori affermino i loro diritti riguardo all’educazione dei figli attraverso azioni forti”. E in Liguria sono state già approvate una serie di proposte per dire n o alla “teoria gender” divulgata nelle scuole.