Ancona, papà in coma irreversibile: il killer “Non volevo sparare”

CronacaAncona, papà in coma irreversibile: il killer "Non volevo sparare"

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Omicidio Ancona: padre in coma irreversibile

Non voleva sparare, Andrea Tagliata, il ragazzo che due giorni fa recatosi in via Crivelli, Ancona, nell’abitaizone della fidanzata per chiarire con i suoi genitori, su una relazione contrastata, ha sparato ben 8 colpi dalla sua calibro 9, andati tutti a segno, tanto che la madre della sua ragazza, Roberta Pierini, è morta immediatamente, mentre il Padre, sottufficiale dell’Areonautica si trova in coma reversibile.

Antonio Tagliata, 18 anni, ha raccontato più volte ai magistrati che “non voleva uccidere che si era procurato la pistola perché il padre della sua fidanzata mi aveva minacciato“. Dunque è da capire perché si è recato dalla fidanzata con una pistola carica e ulteriori 2 caricatori da 15 colpi in tasca. Equipaggiato dunque, e di tutto punto. Attualmente gli inquirenti stanno indagando circa il modo in cui un ragazzo di 18 anni è riuscito a procurasi un’arma in maniera illegale e con la matricola cancellata.

Intanto Antonio Tagliata ribadisce: “Ero armato perché ero convinto di morire io“. Per lui rimane la convalida di fermo e invece per martedì è prevista la prima udienza, giorno in cui è fissata anche l’autopsia della madre della sua fidanzatina, Roberta Pierini.
Chi conosce il ragazzo di Ancona, sa che ha frequentato l’Istituto Alberghiero, ma ritirandosi al primo anno per potersi dedicare al lavoro, e lo descrive come un ragazzo esuberante un po’ “bullo” ma lungi da compiere un efferato omicidio. L’avvocato del ragazzo, Luca Bartolini, fa sapere: “un chiarimento con i genitori della mia ragazza, ma il padre ha avuto un atteggiamento aggressivo, sprezzante, offensivo. Ha attaccato me e la mia famiglia, mi ha detto vi mando in galera. Non ho capito più niente e ho fatto fuoco. Non ricordo nient’altro“.

Il padre di Antonio Tagliata – Dopo il fermo si è parlato del collasso del 18enne e del tentato suicidio. Il padre, Carlo Tagliata, difende il figlio a spada tratta definendolo come un “gigante buono” e a suo dire manovrato dalla fidanzata sedicenne: “L’hanno descritto come un mostro, ma non lo è: lei è sveglia, lo ha plagiato. La porta di casa dei genitori l’ha aperta lei. C’è stata una colluttazione, e lei ha detto sparagli!“.

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