Caso Beppe Sciannimanico, fermato collega dell’agente Tecnocasa

Beppe Sciannimanico, fermate due persone presunti killer dell'agente tecnocasa

Sono varie le ipotesi legate al delitto di Beppe Sciannimanico, l’agente immobiliare di Tecnocasa ucciso a Bari una settimana fa, caduto nella trappola del suo killer. Le piste che seguono gli inquirenti sono legate alla vita lavorativa del giovane 28enne e il movente potrebbe riguardare un torto tra colleghi, un affare sfumato o addirittura invidia, la paura di perdere l’esclusiva sul mercato immobiliare della zona.

Per ora si trovano in stato di fermo due persone, il presunto mandante dell’omicidio Roberto Perilli, 47 anni, anche lui agente immobiliare e collega di Beppe Sciannimanico, e il sicario che sarebbe stato assoldato per uccidere il giovane, ovvero Luigi di Gioia, 51 anni. L’agguato è avvenuto nel quartiere di Japigia dove Sciannimanico si era recato per un appuntamento di lavoro preso con l’inganno, in modo da farlo abboccare all’amo del suo assassino. Ora le de persone fermate sono accusate di omicidio volontario aggravato. Dopo una serie di accertamenti tecnici, comprese intercettazioni ambientali, la Squadra Mobile, su disposizione del pm Francesco Bretone, ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni dei due indaganti e in una Bmw nera di loro proprietà.

Giuseppe Volpe, il questore di Bari si dichiara soddisfatto sull’operato della Squadra Mobile circa l’omicidio di Beppe Sciannimanico: “Abbiamo dato ai cittadini una risposta importante, forte e tempestiva. Sono orgoglioso della professionalità della squadra mobile della questura. – Aggiunge – Ringrazio anche chi ha testimoniato perché ha dimostrato di avere fiducia nelle forze di polizia“.